Napoli campione d'Italia: gigantografia di Maradona

Il 10 maggio 1987 è una data storica che resterà indelebile per sempre nella memoria dei tifosi partenopei. Il Napoli, guidato da uno scugnizzo dai folti riccioli neri venuto dall'Argentina, conquistò il suo primo storico scudetto. Ma quel Napoli non era solo Maradona, in quella squadra militavano infatti ben 12 campani, simbolo di un calcio tradizionale e romantico. Tra questi possiamo ricordare Ferrara, De Napoli, Bruscolotti e tanti altri. Bianchi riuscì ad amalgamare perfettamente quel gruppo, ed attorno al genio supremo di Maradona costruì una squadra imbattibile, forte della personalità di Bagni, dell'esperienza di Bruscolotti, dell'abilità di Giordano e di Carnevale.

Eppure quella squadra non partì coi favori del pronostico. Il Milan di Berlusconi aveva messo a punto una campagna acquisti faraonica, poi c'era la Juventus campione in carica seguita dalla Roma e dall'Inter. Eppure quel Napoli piano piano iniziò a farsi strada tra le grandi a suon di gol e di bel gioco. Il 9 novembre 1986 rappresenta un'altra data storica, gli azzurri si imposero 3-1 con autorevolezza e cattiveria agonistica a Torino contro la Juventus. Quella squadra era affamata di vittorie, e con un biglietto da visita simile lo scudetto non era più un sogno.

Napoli campione d'Italia: gli azzurri vincono contro la Juventus 3-1

Però le vittorie del Napoli iniziavano ad infastidire, e così iniziò a soffiare quello che l'ambiente partenopeo definì il "vento del Nord". Il 4 gennaio1987 la squadra partenopea perse 3-1 a Firenze, ma l'arbitraggio di quella partita fu decisamente a sfavore degli azzurri. A fine partita Maradona commentò velenosamente: "Oggi abbiamo capito che giochiamo contro tutti". Quel Napoli però era una squadra capace di rialzarsi ancora più forte dopo una caduta, rinsaldando quello spirito di gruppo che lo condusse fino alla vittoria finale. Tutta la squadra aveva un unico obiettivo, conquistare lo scudetto, seguendo in tutto e per tutto Maradona, divenuto la luce guida attorno cui stringersi come un simulacro.

Il Napoli si dimostrò una squadra matura e autoritaria, e nessuna altra compagine riuscì a tenere il passo della formazione di Bianchi. L'opera d'arte si completò il 10 maggio, penultima giornata di campionato. In un San Paolo completamente vestito d'azzurro il Napoli ospitò la Fiorentina, ed al 29′ Carnevale segnò il gol dell'1-0 facendo impazzire di gioia i 90.000 e passa tifosi presenti allo stadio. Dopo 10 minuti arrivò una bellissima rete di Baggio su punizione, ma nell'intervallo dalla radiolina arrivavano notizie che facevano sussultare i cuori dei partenopei: l'Inter perdeva a Bergamo e la Juventus pareggiava a Verona.

Napoli campione d'Italia: edicola votiva in onore a Maradona

Gli ultimi minuti della partita furono un torello per i giocatori del Napoli, finchè finalmente Pairetto fischiò la fine della gara che sancì il primo storico scudetto azzurro. Lacrime di gioia per tutti, giocatori e tifosi si unirono in un abbraccio che segnò un evento unico nella storia della società azzurra: era tutto vero, il Napoli per la prima volta era campione d'Italia. Non fu solo una vittoria sportiva, ma soprattutto sociale. Dopo anni di umiliazioni Napoli per una volta poteva guardare i potenti del Nord dall'alto verso il basso, salito sul tetto d'Italia grazie a Maradona, il dio del calcio venuto ed accolto nella città partenopea come un Messia. Ora il Napoli è in Champions League, anche se a lungo ha fatto sognare i tifosi che hanno sperato di poter rivivere quelle stesse emozioni. Forse i tempi non sono ancora maturi, ma l'entusiasmo della gente è lo stesso di 24 anni fa. E poco importa se Mazzarri andrà alla Juventus, il popolo azzurro vuole ritornare a vincere, ed un altro miracolo sportivo si può concretizzare già nella prossima stagione.