Le sfide col Sassuolo prima e col Chievo poi, oltre a garantire al Napoli 4 utili punti per proseguire la corsa scudetto, hanno restituito a Sarri una attesissima notizia: Milik è perfettamente ristabilito e potrebbe rivelarsi una nuova arma (segreta) per la compagine campana. E sì perché col polacco in campo gli azzurri sembrano poter esperire nuove trame di gioco, scavalcando il centrocampo e non passando sempre per il ‘solito’ tiki-taka, e diventare vieppiù pericolosi con una potenza di fuoco, davanti, ancora più imponente.

Eppure, il suo ingresso sul rettangolo verde non più dalla panchina ma dal primo minuto, per riabbracciare una maglia da titolare che manca dal 23 settembre scorso contro la Spal, potrebbe scompaginare antichi, e quasi incrostati, equilibri con il Napoli chiamato o a modificare il proprio consueto assetto di gioco, 4-3-3, o a rinunciare a qualche, sia pure in difficoltà fisica, titolarissimo. E così, in questo contesto, ecco le carte a disposizione di Sarri per fare spazio a Milik e continuare, con maggiore imprevedibilità, a cullare un sogno chiamato scudetto.

Le soluzioni del Napoli con Milik

4-2-3-1: da soluzione d’emergenza a situazione organica, ma a centrocampo chi abbandona?

La soluzione che pare garantire, almeno davanti, maggiori equilibri di spogliatoio, con nessun big del tridentazo partenopeo costretto a partire dalla panchina, sarebbe quella del 4-2-3-1 con Milik di punta e, appunto, Insigne, Mertens e Callejon alle sue spalle. Una soluzione che potrebbe essere percorsa non solo come accaduto in passato, e quindi a gara in corso, a gara compromessa, ma anche dall’inizio col Napoli in grado di schiacciare l’avversario e mettere ancora più paura ai ‘rivali’ di giornata. Tutti all’attacco in sostanza, specie contro le medio-piccole che, in questi ultimi sette turni, faranno le barricate contro il sodalizio di Hamsik e compagni.

Eppure, questo sistema di gioco andrebbe, ovviamente, a ridurre i posti disponibili a centrocampo che, a quel punto, ‘la matematica non è una opinione’, diventerebbero due. E allora, chi sacrificare per il polacco? L’idea di base, vista la crisi in campo del recordman Hamsik (primatista di gol e anche per presenze in Serie A col Napoli) vedrebbe, proprio fra i sacrificati, lo slovacco con, nel duo della mediana, il roccioso Allan, a fare legna e Jorginho, al suo fianco, a costruire i soliti ricami napoletani. Insomma, una bella rinuncia.

Discorso simile, ma non inerente il rendimento del regista italiano, da poter fare per Jorginho immolabile sull’altare del risultato e della nuova forza offensiva con Diawara e Rog inevitabilmente tagliati fuori e Zielinski da subentrante ma non più a centrocampo bensì in avanti, nel ruolo, più adatto per lui, di trequartista.

4-3-3, Insigne o Mertens out?

Se invece Sarri non dovesse andare a modificare il modulo di gioco scelto dopo alcuni mesi di 4-3-1-2 nella stagione 2015/16, Milik non potrebbe fare altro che accomodarsi al centro dell’attacco prendendo il posto occupato per oltre un anno da Mertens. E anche qui: chi fare ‘fuori’? Al momento si potrebbe pensare a Insigne, fischiato dal pubblico ma anche in difficoltà sul piano sia atletico che realizzativo, ma anche agli altri due titolari dell’attacco con Mertens e Callejon, oltre quota 3.400 minuti giocati. Insomma, in questo caso Sarri potrebbe non scontentare nessuno col belga, l’italiano e lo spagnolo, al momento, bisognosi di tirare un po’ il fiato.

4-3-2-1 e Callejon fuori dai giochi?

Infine, volendo immaginare un’altra opzione tattica che il tecnico toscano potrebbe provare, fermo restando la sua assoluta ‘allergia’ ai cambiamenti drastici, specie a campionato in corso, Sarri potrebbe affidarsi ad un inedito 4-3-2-1. Un modulo, ad albero di Natale, appunto, inconsueto ma che, anche in questo caso, darebbe il via libera al polacco bomber unico del Napoli con, alle sue spalle, le mezze punte aggiunte Insigne e Mertens con Callejon, situazione più unica che rara, in panchina.