Il 5 novembre 2017, circa un anno fa, l’Inter di Luciano Spalletti pareggiava in casa contro il Torino di Mihajlovic che aveva fatto la partita a San Siro, era andato in vantaggio meritatamente con Iago Falque ed era stato ripreso da Eder a 10 minuti dalla fine del match. Esattamente 12 mesi dopo, la squadra con lo stesso allenatore pareggia in Champions League contro il Barcellona (una, se non la favorita numero uno per la vittoria finale della competizione) giocando molto bene, soffrendo nei momenti in cui il Barcellona sciorina il suo gioco impossibile per tutti, ma riuscendo ad essere anche molto pericoloso in tanti frangenti della partita. I nerazzurri sono andati sotto per un gol di Malcolm, ma sono riusciti a recuperare grazie a una grande forza di volontà di tutta la squadra, ai cambi perfetti dell’allenatore e grazie al loro campione, Mauro Icardi.

Cosa è successo in questi 12 mesi? Prima di tutto, solo poche settimane fa la figura di Thorir è stata sostituita in tutto e per tutto da Steven Zhang, marchiando a fuoco il presente e il futuro dell’Inter con l’impronta della Suning, una delle aziende più ricche e potenti al mondo. Questo cambio ha sicuramente sottolineato ancora una volta come il gruppo cinese con l’Inter punti a fare le cose per bene, con attenzione ma allo stesso tempo mirando subito ai grandi obiettivi, senza nessuna paura di competere a livello globale con chi adesso è un colosso del calcio.

È successo che Luciano Spalletti è stato accontentato in tutto, facendo anche uno sforzo economico importante sul mercato. Il tecnico chiedeva l’uomo di cui si può fidare ciecamente, Nainggolan (un calciatore che riesce a fare più cose e ad essere fin da subito l’anima di ogni squadra) e un grande laterale di difesa, e gli è stato comprato il miglior terzino destro del campionato mondiale insieme all’inglese Trippier, il croato Vrsaljko. In più è stato preso prima che gli altri lo assaltassero un talento vero, come Lautaro Martinez e, cosa non da poco, non sono stati mai considerati cedibili almeno tre gioielli interisti che tutti vogliono, Skriniar, Vecino e Perisic. Per la prima volta dopo anni all’Inter non si è dovuto ricominciare daccapo, dopo i tanti reset a cui ci siamo abituati nel corso del tempo.

Coerenza, continuità, nuove prospettive grazie a una proprietà fortissima, ma per giocarsela contro il Barcellona serve anche altro, ed è questo l’elemento davvero nuovo che ieri l’Inter ha mostrato. Serve sfrontatezza, considerazione dei propri mezzi, consapevolezza che si può e si deve anche soffrire con squadre come il Barca, ma avendo sempre in testa le proprie caratteristiche e i propri punti di forza. Questa nuova disposizione mentale che dal tecnico è stata diffusa all’intera squadra non è un elemento da poco e non è una conquista improvvisa. Viene dall’idea di gioco proposta, dai feedback che il campo ti da, dalle tante volte che quello che pensi di fare, poi si avvera sul serio e non diventa continuamente lettera morta come negli anni passati.

Questa consapevolezza ad esempio, manca ancora al Milan, che ha i calciatori per andare oltre questo ostacolo mentale, ma è ancora bloccato davanti alle tante difficoltà che ha una società in pratica appena insediatasi e un allenatore che deve fare i conti spesso con modifiche in corso. Del tanto atteso titolo “Milano è tornata” sono pieni i giornali ormai da più di un anno, ma la ripetizione costante dello stesso vuole dire che non era ancora successo. La parte nerazzurra sembra ben decisa ad esserci ormai al tavolo delle grandi sia in Serie A, ma in un futuro molto breve, anche in quello della Champions League. Per la parte rossonera dobbiamo ancora aspettare, ma l’esempio da seguire è a pochi passi, nella stessa città.