Milan: Pirlo giudica i rossoneri alla pari con l’Inter

COVERCIANO. Il Milan di Allegri é stato senza dubbio il protagonista della chiusura di mercato, con l'arrivo di Robinho che é siglato la chiusura col botto. Un attacco stellare che permette ai rossoneri di competere su tutti i fronti. Ma come schiererá le sue pedine il tecnico? Andrea Pirlo, punto fermo dell'undici milanista, esprime la sua opinione: "Ci vorrá del tempo per permettere ai nuovi arrivati di inserirsi nei meccanismi della squadra ma sono dei fuoriclasse assoluti e quindi non sará un problema. Abbiamo colmato il gap che ci separava dall'Inter ed adesso possiamo tornare a vincere in Italia ed in Europa. Per questo dobbiamo ringraziare il presidente, che ci é sempre stato molto vicino venendo sempre a farci visita negli spogliatoi ed ora ci ha fatto questi due straordinari regali. Dico la veritá, non me l'aspettavo, ma quando mi sono giunte all'orecchio certe voci ho cominciato a sperarci. I nostri quattro attaccanti possono anche giocare assieme, con Pato, Robinho e Dinho alle spalle di Ibrahimovic, visto che l'anno scorso i migliori due mesi della stagione sono stati quelli in cui abbiamo giocato con il 4-2-3-1. L'importante é sapersi adattare e correre per aiutare i compagni".
Il fantasioso calciatore parla ovviamente anche della nazionale, a pochi giorni dal debutto nelle qualificazioni ad Euro 2012, contro l'Estonia: "Bisogna imparare da quanto si é visto ai mondiali 2010. La qualitá premia. Dobbiamo iniziare a giocare anche noi palla a terra e con scambi veloci. Nel nostro paese i giocatori, i tifosi e perfino gli stadi hanno meno qualitá ed é un punto sul quale dobbiamo assolutamente migliorare. Il gruppo c'é, a Cassano ho lasciato la maglia numero dieci perché so che ci tiene quindi mi prenderó la ventuno. Saró il capitano a Tallin e dovró prendermi le mie responsabilitá, mi piacerebbe che l'Italia vincesse e giocasse bene ma non sará facile. Hanno un campo piccolo dove anche il Brasile ha sofferto, ma scenderemo in campo con l'imperativo categorico di portare a casa la vittoria".
Jacopo Giove