Sorrisi, strette di mano e pacche sulle spalle. E' stata questa la giornata di Vincenzo Montella, nella terra che fu del grande Nils Liedholm. A Villa Boemia, il tecnico campano ha infatti ritirato il premio dedicato all'indimenticato "Barone": l'allenatore che vinse con Gianni Rivera lo scudetto della stella. A margine dell'evento, l'aeroplanino ha anche parlato ai giornalisti presenti: "La sconfitta con la Roma brucia ancora, anche perché era probabilmente immeritata – ha spiegato MontellaMa abbiamo preso un percorso che abbiamo voglia di proseguire – Il cammino un po' in salita, ma è abbastanza normale. Ci vuole del tempo, ma noi siamo i primi a pretendere che questo tempo non ci sia. Il nostro percorso ci deve portare a crescere e raggiungere l'obiettivo dei primi quattro posti. Non siamo distantissimi, l'importante è non farsi condizionare".

A Milanello l'ottimismo vola.

Tra qualche giorno, però, per Montella e i suoi ragazzi arriverà un altro test particolarmente impegnativo. Un'eventuale sconfitta, ridarebbe fiato alle voci di un suo clamoroso esonero: "Le illazioni non mi turbano – ha continuato il tecnico campano – Faccio questo lavoro da qualche anno e conosco i rischi del mestiere. Allenando una squadra come il Milan i rischi sono maggiori così come le chiacchiere. Se dovesse andare male penserò a cosa fare in vacanza!".

"Io sono ottimista, positivo, c’è lavoro da fare ma vedo disponibilità e potenzialità. La cosa bella di questo mestiere è quella di dover preparare già un'altra partita, la testa e le idee sono già proiettate verso il derby". La chiusura è sul nuovo preparatore atletico: "Sto valutando quella che può essere la scelta migliore. Le soluzioni interne non mancano, ma sto vedendo anche altri profili senza farmi prendere dal panico".