Massimiliano Allegri è stato buon profeta: in una finale secca le differenze si annullano. Nonostante gli infortuni e le polemiche della vigilia legate al caso Higuain, il Milan ha fatto una buona figura, è uscito dal campo di Gedda a testa alta e anche con il rammarico della traversa colpita da Cutrone e di quel contatto sospetto in area bianconera tra Emre Can e Conti.

"Gli episodi li lascio giudicare a voi – ha esordito il tecnico rossonero ai microfoni di Rai Sport – L'espulsione di Messi ci sta, ma non capisco perché non usiamo la tecnologia che abbiamo a disposizione. Queste cose non le capisco. C'è stata disparità di giudizio sul fuorigioco, su Cutrone gli assistenti hanno alzato subito la bandierina. Stasera abbiamo dato tutto, anche qualcosa in più, ora dobbiamo guardare avanti. Devo solo fare i complimenti ai miei ragazzi, abbiamo provato a scalare una montagna. Questa squadra è viva, abbiamo pregi e difetti ma abbiamo messo in campo il carattere. Poi è chiaro che questa sera c'è rammarico e amarezza".

Il caso Higuain

Le parole più importanti, Rino Gattuso le ha poi spese per la clamorosa assenza dal primo minuto di Gonzalo Higuain: un forfait che a molti tifosi è sembrato più che altro diplomatico, visto il suo possibile e imminente addio al club rossonero: "Non è successo nulla – ha aggiunto l'allenatore milanista – Ieri sera aveva 38.5 di febbre, abbiamo fatto di tutto per metterlo in campo ma stanotte ha dormito poco".

In attesa di capire cosa succederà nelle prossime ore di mercato, Rino Gattuso ha comunque voluto difendere l'argentino anche in questa occasione: "Stamattina quando è venuto il principe a salutarci non ho voluto io che ci fosse Higuain, perché temevo che potesse infettare gli altri col virus. Sembra una barzelletta ma è vero. E' stata la sua ultima partita con il Milan? Non lo so. Ora mi brucia lo stomaco e mi sto leccando le ferite. Devo pensare a tutti gli altri giocatori. Vedremo cosa accadrà domani".