Sono giorni d'attesa in casa Milan. Oltre alla decisione di Paolo Maldini, che deve ancora sciogliere i dubbi in merito alla proposta di Ivan Gazidis, e alla scelta del nuovo allenatore (Giampaolo rimane in pole position), dirigenza e tifosi stanno infatti aspettando anche la sentenza dell'Uefa in merito alle violazioni delle regole del Financial Fair Play nel 2015-2018: il secondo triennio preso in esame dalla camera giudicante di Nyon.

La comunicazione ufficiale arriverà entro i primi dieci giorni di giugno, e seguirà il precedente verdetto che l'Uefa comunicò per la prima violazione del FPF: quella del triennio 2014-2017, per il quale il club rossonero (grazie al ricorso al Tas) riuscì ad evitare l'esclusione dalla scorsa Europa League e ottenere invece un piano di rientro economico molto rigido entro il 2021.

Torino e Roma alla finestra

Proprio perché recidivo, il Milan potrebbe a questo punto andare seriamente incontro ad una nuova squalifica dalla prossima competizione europea: Europa League che la squadra di Gattuso ha conquistato arrivando quinta in campionato, ad un solo punto dalla Champions League. Secondo la testata "Football Italia", se davvero dovesse arrivare la sentenza di esclusione il Milan questa volta potrebbe anche decidere di pagare le sue colpe rimanendo fuori dall'Europa.

Una scelta che permetterebbe alla società gestita dal fondo Elliott di ripartire da zero senza l'assillo dell'impegno europeo, e provare a trovare un accordo con l'Uefa per unificare le due sanzioni relative ai due trienni presi in esame. Ad approfittare della strategia rossonera sarebbero il Torino, che da settimo classificato verrebbe ripescato e inserito nel terzo turno preliminare, e la Roma che entrebbe invece di diritto alla fase a gironi della prossima Europa League.