Il nome di Lothar Mattheus è indiscutibilmente legato all'Inter dei record di Trapattoni, e al Bayern Monaco con il quale si tolse molte soddisfazioni in patria. Terminata la sua carriera da calciatore, nel settembre 2001 l'ex centrocampista nerazzurro ha deciso di provare l'esperienza da allenatore con il Rapid Vienna. Un percorso, quello da tecnico, che lo ha portato a sedersi su altre sette panchine diverse.

Tra queste anche quella della nazionale bulgara, che rimarrà negli annali come l'ultima squadra allenata da Mattheus. Già, perché è stato lo stesso ex ct a rivelare di aver praticamente chiuso con la carriera da allenatore: "Ho fatto un grande viaggio come tecnico, forse non tanto quanto quello da giocatore – ha spiegato in un'intervista concessa al giornale Neuer Osnabruecker Zeitung – È un peccato, ma non sono triste per questo. Ho avuto quattro, cinque richieste, ne ho rifiutate alcune, e altre non erano una buona idea".

La scelta di vita

"La mia carriera da allenatore per me finisce qui, ora ho altre cose a cui pensare", ha concluso Mattheus che attualmente lavora come opinionista televisivo per Sky Germania e come ambasciatore per il Bayern Monaco e la Lega calcio tedesca. Nell'intervista rilasciata al quotidiano tedesco, l'ex commissario tecnico della Bulgaria ha inoltre spiegato il perché ha preferito vivere a Budapest: "Lì mi sento a casa, posso vivere come una persona normale. Le persone sono più tranquille e mi permettono di vivere felice, senza nessuno che mi perseguita con selfie e autografi".

L'aneddoto di Maradona

Rimasto nel cuore di tutti i tifosi della nazionale tedesca, con la quale vanta ha giocato in cinque coppe del mondo e guidato da capitano la squadra tedesca alla vittoria della Coppa del Mondo a Italia 1990, Lothar Mattheus aveva anche recentemente rivelato un aneddoto legato al suo sbarco nel nostro campionato: "Negli anni in cui la Serie A era la meta più ambita da tutti i migliori calciatori del mondo, Maradona mandò a Monaco un dirigente del Napoli per convincermi a giocare con lui. Ci riuscì invece Trapattoni, che mi vedeva come leader ideale dell'Inter".