Se in Francia fa notizia il rendimento deludente dell'Olympique Marsiglia di Rudi Garcia, sconfitto anche nell'ultimo turno di Ligue 1 dal Reims, in Italia i riflettori sono invece accesi su uno dei giocatori più importanti dell'OM: Mario Balotelli. Appena sbarcato nella più grande città della Francia meridionale, dopo l'esperienza a Nizza, l'attaccante nato a Palermo e cresciuto in provincia di Brescia ha infatti rilasciato un'interessante intervista a "Quelli che il Calcio".

"Il calcio italiano è fin troppo tattico e un po' noioso – ha spiegato Balotelli – Non ho pensato concretamente a tornare in Serie A in questi mesi, però non posso negare che mi piacerebbe chiudere la carriera al Brescia". Cresciuto a Concesio, piccolo centro della provincia bresciana e situato a meno di dieci chilometri dalla città della Leonessa, Mario è infatti rimasto legato a quella città dove ha tirato i primi calci ad un pallone e dove spesso torna per incontrare i suoi vecchi amici.

La Nazionale e il razzismo

Nell'intervista concessa davanti alle telecamere di Rai 2, Super Mario ha poi parlato del sogno di indossare nuovamente la maglia della Nazionale italiana dopo il messaggio che gli ha lanciato il commissario tecnico: "Mario tornerà in Nazionale solo se lo merita – ha spiegato recentemente Mancini – Da giovane mi ha dato tanto, sia all'Inter che a Manchester. Negli ultimi mesi davvero poco. Ma ha 28 anni, se vuole ha tempo, gli Europei e i Mondiali dovrebbero essere attrazioni fatali".

"Mancini è l’allenatore che mi conosce meglio in assoluto, però niente favoritismi – ha dichiarato l'attaccante del Marsiglia- La Nazionale voglio e devo riconquistarmela sul campo, facendo tanti gol. Il razzismo? Solo in Italia mi è capitato di essere vittima di buu e insulti di questo tipo. Negli stadi italiani c’è troppo razzismo. Ci vorrà tempo ma sono sicuro che vinceremo la battaglia contro i razzisti".