Marco Materazzi è stato uno dei protagonisti più importanti nel periodo d'oro del Triplete di José Mourinho. Un giocatore che ha scritto pagine indelebili della storia nerazzurra, e che ancora oggi conserva nel cuore di tutti i tifosi dell'Inter un posto speciale. A poche ore dal derby di Milano numero 170, l'ex difensore interista ha così voluto ricordare il suo passato e fare un pronostico per l'imminente derby in una lunga intervista rilasciata in Cina all’emittente sportiva del gruppo Suning PPSports Tv.

"Il risultato? Dico 1-2, con gol di Politano e Skriniar – ha dichiarato Materazzi – Il derby è una partita speciale, ho avuto la fortuna di giocarlo e farlo a San Siro è incredibile, è un teatro. In campo si gioca in maniera dura, ma sugli spalti è tutto in ordine e al triplice fischio finisce tutto. Tornerei indietro negli anni per giocare il derby. Quello che mi ha fatto più rabbia è quello di Champions, quando con due pareggi uscimmo in semifinale, ma ci siamo tolti anche delle soddisfazioni, come quello vinto per 4-0 nel 2009 o 1-0 nel 2007".

Il lavoro di Suning e il ricordo di Mourinho

Oltre a parlare della stracittadina milanese, l'ex difensore ha anche analizzato del lavoro della nuova proprietà: "L'Inter deve sempre essere in Champions League e va dato merito alla nuova società, che ha fatto un ottimo lavoro, perché ha riportato la squadra dove merita. Ci sono voluti 7 anni e questo con il pubblico e il blasone dell’Inter non deve succedere. Penso che la nuova proprietà sta facendo delle cose giuste per dare una solidità molto importante anche per il futuro, e di questo va dato merito a Suning".

"Mourinho è stato uno dei miei allenatori preferiti, se non il preferito. José è un uomo che ha avuto con il gruppo un‘empatia particolare e che ci ha portato a vincere tutto – ha concluso Materazzi – Quando un allenatore entra in sintonia con i propri giocatori, questi danno sempre qualcosina in più. Lui riusciva a tirar fuori il 120% da tutti. Un suo ritorno all'Inter? Non so, bisognerebbe chiederlo a José. Per uno come lui il tifo e la stima rimangono per sempre".