Dopo i messaggi a caldo sui social, in cui ha commentato l'eliminazione della Juventus per mano dell'Ajax, Claudio Marchisio torna a parlare delle ambizioni di Champions dei bianconeri. In un'intervista concessa al Corriere della Sera, il centrocampista che nella scorsa estate ha lasciato Torino per approdare allo Zenit ha spiegato che per vincere il massimo trofeo continentale non basta acquistare un fuoriclasse del calibro di Cristiano Ronaldo. Un'occasione per Marchisio anche per parlare della sua esperienza lontano dell'Italia, e dare ragione all'amico Buffon, su quanto il calcio sia vissuto meglio all'estero che non nel Belpaese.

Per vincere la Champions non basta Cristiano Ronaldo, il messaggio di Marchisio alla Juventus

In un'intervista concessa al Corriere della Sera, Claudio Marchisio ha parlato nuovamente dell'eliminazione della Juventus dalla Champions. Non è bastato dunque ai bianconeri l'acquisto di Cristiano Ronaldo, con le aspettative che sono state tradite. Per il giocatore dello Zenit per diventare campioni d'Europa serve di più: "C'erano grandi attese, costruite anche giustamente dentro e fuori la Juve. Con Ronaldo si pensava di aver eliminato quel poco che mancava per vincere la Champions. Per quel che ho visto quest'estate prima di lasciare Torino, tutto girava attorno a lui, perché alzava il livello di ogni giocatore e dava tantissima autostima. Ma un campione, per quanto immenso, non ti può dare la certezza di vincere. Altrimenti Ronaldo e Messi si sarebbero spartiti le ultime 10-15 edizioni. Il sogno è andato in frantumi perché non si era messo in discussione questo: il calcio non é una scienza esatta".

Marchisio e il calcio lontano dell'Italia. L'ex Juventus d'accordo con Buffon

Archiviato il capitolo Juventus, è tempo per Marchisio di parlare della sua esperienza professionale in Russia. Il centrocampista italiano si sta trovando benissimo e traccia le differenze tra il modo di vivere il calcio all'estero e in Italia, dimostrandosi d'accordo con Gigi Buffon: "Aveva ragione Buffon. Mi ha detto che se avesse saputo prima che il calcio all’estero era vissuto in modo così diverso, ci sarebbe andato con qualche anno d’anticipo. Vivi una vita diversa, assapori una certa idea di libertà che in Italia manca. Avete presente l’immagine del pullman che arriva allo stadio? La foto della vita del calciatore in Italia è quella: c’è la scorta ovunque e neanche te ne accorgi. Vivendo una libertà quotidiana diversa ti rendi conto di quanto sia spessa quella bolla"