Manchester City, Mancini: Balotelli l’ho lanciato io, diventerà il più forte al mondo

Roberto Mancini ha commentato in prima persona l'esonero, ufficiale, di Benitez all'Inter. Lui subì un trattamento quasi identico quando gli subentrò Josè Mourinho. Oggi, però è il tecnico del Manchester City una società ricca e vogliosa di successi. E soprattutto stufa di essere la seconda squadra di Manchester, vivendo nell'ombra di uno United che da anni la fa da padroni.
"Siamo una squadra che non vince dalla notte dei tempi e che va ricostruita per vincere, forse più di quanto era l'Inter. Dobbiamo crescere anche nella personalità: potevamo essere in testa al campionato dopo 80 anni e passare un Natale fantastico. Invece abbiamo perso in casa con l'Everton".
Una sconfitta che è quasi costata la fiducia al tecnico da parte della società che ha dato un ultimatum: o la conquista di un posto in Champions o esonero. "Dobbiamo imparare a essere cinici e cogliere l'occasione quando c'è. Abbiamo tirato verso la porta 32 volte, potevamo farlo un po' meno e con un po' più di decisione nelle palle giuste. Ma l'abitudine a vincere non si crea in tre mesi. I soldi non garantiscono il successo. Certo è meglio averli anche perché se non ci sono è garantito che non vincerai".
Mancini può contare su molti numeri uno ma anche tante teste calde come Balotelli e Tevez. SuperMario lo conosce dai tempi dell'Inter e sa come gestirlo: "Ho letto la dichiarazione di Balotelli e mi ha fatto sorridere: lui più forte al Mondo? L'ho lanciato io, l'ho voluto al City. Mi piace che abbia tanta autostima però non deve limitarsi alle parole e dimostrarlo sul campo.
Ha tutto per diventare quello che dice di essere: l'età, il fisico, la tecnica. Però deve lavorare ancora molto per arrivarci. Messi a 20 anni aveva già vinto e dimostrato tutto. Io vedo ancora molti giocatori più forti. Oggi è così. Domani, se si applica come dico io, Mario non dovrà più dire certe cose perché lo faranno gli altri".
più delicato il rapporto con Tevez: "É rientrato tutto con Carlos. Gli abbiamo parlato e ha detto che vuole restare: ha tre anni e mezzo di contratto e non ce l'aveva con me. I giornali ci hanno marciato molto come quando dicevano che la mia panchina era a rischio. Non è mai stato vero".