Luis Enrique è di nuovo commissario tecnico della Spagna. Adesso c'è anche l'ufficialità comunicata da Luis Rubiales, presidente della Federazione iberica. La notizia era stata anticipata da Radio Cadena Cope nella serata di lunedì: dopo aver lasciato l'incarico il 9 giugno scorso per motivi strettamente personali (la malattia della figlia, Xana, affetta da un tumore e morta a fine agosto), l'ex allenatore di Barcellona e Roma riprende il timone della nazionale in vista di Euro 2020. Lo fa in un clima agrodolce, con i media che hanno sottolineato il modo poco elegante con il quale è stato messo da parte Robert Moreno avvisato dopo l'ultima partita che la sua esperienza con le Furie Rosse si sarebbe conclusa lì, contro la Romania, e per lui non ci sarebbe stata nemmeno la possibilità di far parte dello staff tecnico.

L'ex ct lascia in lacrime, il presidente Rubiales spegne le polemiche

Una scelta che gli ha causato profondo dispiacere anzitutto per il rapporto umano e professionale che lo legava all'asturiano dal 2008. Una scelta dietro la quale ci sarebbe stata la volontà stessa del ‘nuovo' allenatore nonostante l'amicizia e la stima reciproche. Ecco perché – come raccontato da Marca – Moreno non ha voluto essere presente alla conferenza stampa. Ecco perché aveva lasciato lo spogliatoio scuro in volto e in lacrime dopo aver comunicato ai calciatori che la sua collaborazione finiva in quel modo dopo 8 vittorie e 2 pareggi raccolti lungo il cammino della qualificazione all'Europeo e che hanno messo il nome della Roja tra le teste di serie del prossimo sorteggio.

Era chiaro a tutti – ha ammesso Rubiales nel corso della conferenza stampa – che se Luis Enrique avesse voluto tornare avrebbe trovato tutte le porte aperte. La nostra è stata una decisione presa con trasparenza e rigore. Era anche scritto nel contratto con Robert Moreno. Abbiamo parlato con Luis Enrique in 3 occasioni da quando ha subito la perdita della figlia: la prima il 29 agosto, una telefonata per trasmettergli l'affetto della gente che era al suo fianco; le altre due sono state riunioni, l'una a fine ottobre e l'altra lunedì.

Una promessa da mantenere e le perplessità nei confronti di Moreno

Solo un debito di riconoscenza e una promessa dietro la decisione della Federcalcio spagnolo? Sicuramente è questa la motivazione principale – come ribadito da Sport – ma da parte di Rubiales c'era anche la volontà di avere un uomo di esperienza e di grande personalità alla guida del gruppo. Altro fattore: la perplessità per i pareggi e per il gioco espressi nelle gare contro Svezia e Norvegia, le rivali più forti del gironi.