Proprio nel giorno in cui il Milan si è recato a Nyon per parlare della sua situazione, dagli uffici dell'Uefa è partita una dura sanzione nei confronti dell'Olympiacos: la squadra greca che ha buttato fuori dall'Europa League il Diavolo. Della brutta serata dello scorso 13 dicembre si è parlato molto. Nel post gara, tra le critiche e i rimpianti milanisti, si levò alta la voce di Leonardo che si presentò davanti alle telecamere denunciando il clima tutt'altro che amichevole sugli spalti.

"Ogni volta che attaccavamo c'era un rumore clamoroso, non so da cosa fosse causato ma a termini di regolamento è una cosa irregolare – spiegò ai microfoni di Sky, il dirigente milanista – L'arbitro doveva fermare la partita. Sono errori che hanno determinato la qualificazione". A distanza di settimane, è così arrivata la sentenza dell'Uefa che ha punito severamente il club greco.

La decisione dell'Uefa

A causa del comportamento dei propri tifosi, l'Olympiacos stato così condannato a pagare una multa di 90 mila euro e a giocare una gara a porte chiuse nelle competizioni Uefa: sanzione che è però stata sospesa per un periodo di due anni. A far andare su tutte le furie il dirigente milanista, e a far scattare la sanzione, furono il lancio di fuochi d'artificio, l'invasione di campo e le scale bloccate (violando così le norme di sicurezza) e altre irregolarità tra cui il lancio dei palloni in campo nel finale di gara.

Al Milan di Elliott, che nelle ultime ore ha mandato l'ad Gazidis a cercare un accordo per il Fair Play Finanziario e che da quella serata di Europa League è uscito sconfitto, eliminato dalla competizione e umiliato, è stata invece sanzionata una multa di cinquemila euro a causa dell'accensione di fumogeni da parte dei propri sostenitori: quella sera presenti allo stadio greco e situati nel settore ospiti.