La voglia di continuare a sorprendere dopo l’incredibile vittoria contro l’Argentina e la qualificazione agli ottavi arrivata con due giornate d’anticipo contro la spensieratezza e l’abilità di saper essere pericolosi e coronare il sogno di un Paese intero. E’ stato anche questo Islanda-Croazia che nell’ultimo turno del gruppo D si sono sfidate in un match decisivo soprattutto per capitan Gunnarsson e compagni. A Rostov termina con il punteggio di 2-1 in favore della Croazia in virtù dei gol di Badelj e Perisic per la Croazia e di Sigurdsson. Una gara ricca di spunti soprattutto dal punto di vista dei valori in campo. L’Islanda del ct Hallgrimsson con la formazione tipo nel 4-4-1-1 di partenza con Finnbogason là davanti con Sigurdsson alle sue spalle.

Cambiato invece e tanto lo schieramento iniziale della Croazia che ha cambiato tanto negli uomini, ma non nel modulo, confermando il 4-3-3 di partenza ma inserendo dal primo minuto in attacco lo juventino Pjaca con Kramaric e Perisic. Chance per Kovacic a centrocampo con Modric e l’ormai ex viola Badelj (non ha rinnovato il suo contratto con la Fiorentina). Una sfida in cui a brillare è stato soprattutto Gunnarsson risultato come uno dei migliori in campo della gara al pari del portiere croato Kalinic, assolutamente al top il suo rendimento durante la gara. Le note dolenti arrivano invece da Pjaca il peggiore del match insieme a Jedvaj. Ma andiamo dunque a vedere nell’ordine i top e i flop di questo Islanda-Croazia analizzato attraverso gli scontri diretti, ruolo per ruolo, tra gli avversari.

Jedvaj, quante difficoltà con Gunnarsson

Inutile negarlo, l’arma segreta di questa Islanda, soprattutto quando è necessario fare di tutto pur di trovare il gol, è la rimessa laterale lunga con le mani di capitan Gunnarsson. Il gigante islandese infatti, posizionato lì a centrocampo al fianco di Hallfredsson nel 4-2-3-1 di partenza, è stato sempre una spina nel fianco del povero Jedvaj. Il terzino destro della Croazia si è spesso trovato il capitano dalle sue parti, che come una trottola impazzita, sfruttando i tanti errori di impostazione e le imprecisioni del classe 1995 della Croazia, ha provato a metterlo in difficoltà premiando anche le sovrapposizioni di Magnusson e le incursioni di Bjarnason.

Come attenuante Jedvaj ha sicuramente quella di essere stato usato per percorrere tutta la fascia, il che l’ha reso già solo dopo 40’ praticamente inutilizzabile e poco lucido quando arrivava al cross. Bocciata la sua partita, ma sicuramente va premiato capitan Gunnarsson per l’ottimo contributo in campo.

Pjaca e Kramaric fanno cilecca. Badelj unico ‘italiano’ a sorridere

Non è tutto oro ciò che luccica. Già, perchè quando tutti questa sera abbiamo visto scendere in campo nella Croazia i vari Kramric e Pjaca, non ci saremmo mai aspettati che avrebbero giocato una gara così inconsistente nonostante l’attenuante di una qualificazione già certa. Il primo ha provato a fare qualcosa lì in mezzo ma il buon assetto difensivo islandese gliel’ha negato. Dall’altra parte non è di certo andata meglio allo juventino Pjaca.

La pessima gara di Pjaca (SofaScore)
in foto: La pessima gara di Pjaca (SofaScore)

Forse frastornato dalle tante voci di mercato o probabilmente ancora non pronto per giocare contro dei mastini come la Nazionale dell’Islanda, è sembrato timido e poco reattivo palla al piede perdendo spesso gli uno contro uno lungo l’out sinistro perdendosi sempre troppo largo marcandosi praticamente da solo. Con Modric invece si sa, è facile giocarci vicino e lo sa anche Milan Badelj che al fianco del fenomeno del Real Madrid, è riuscito a fare girare palla in maniera equilibrata e semplice senza correre rischi andando addirittura al gol nel secondo tempo con un tempismo perfetto. Il gol in Nazionale arriva dopo ben 7 anni. Buona la sua gara.

Unico neo l’episodio del primo tempo quando si è fatto soffiare palla davanti alla lunetta dell’area di rigore rischiando di regalare dopo 40’ il vantaggio all’Islanda.

Il gigante Kalinic nega il gol ad uno spento Finnbogason

Francamente dopo la gara vista questa sera, non riusciamo a capire come il Ct della Nazionale croata Dalic preferisca come portiere titolare Subasic all’ottimo Kalinic. L’estremo difensore della Croazia infatti, è sceso in campo contro l’Islanda con la consapevolezza di potersi giocare chance importanti per un posto da titolare magari dagli ottavi. Le sue parate infatti hanno praticamente tagliato le gambe agli islandesi che fin dalla prima frazione si sono visti chiudere la porta del gigante alto 201 centimetri. Soprattutto Gunnarsson che nei primi 45’, sul finire di tempo, ha provato un tiro a giro molto potente ma che lo stesso Kalinic ha saputo disinnescare con una parata pazzesca.

I pochi tocchi di palla di Finnbogason (WhoScored)
in foto: I pochi tocchi di palla di Finnbogason (WhoScored)

Non può nulla sul calcio di rigore di Sigurdsson che ha realizzato il gol numero 20 con la maglia della Nazionale islandese. Sicurezza all’intero reparto e personalità da veterano hanno fatto della sua gara un vero capolavoro rendendo vani anche i tentativi del bomber islandese Finnbogason che praticamente non si è mai visto in campo restando isolato lì tra Corluka e Duje Caleta Car a non prendere mai un pallone. Colpa soprattutto anche della poca partecipazione della squadra alla manovra con l’attaccante.

Hallfredsson e Bjarnason come veri vichinghi

Sarebbe dovuta essere la serata in cui gli attaccanti islandesi avrebbero potuto far di più in fase realizzativa e invece ancora una volta, a fare la differenza, oltre al proprio capitano, l’Islanda ha dovuto attingere dalla potenza, l’esperienza e la capacità tattica di Hallfredsson e Bjarnason capaci di muoversi per 90’ in maniera incredibile svolgendo sia la fase offensiva che difensiva. Indicativi in questo senso sono stati i tiri in porta continui di entrambi fin dalla prima frazione che hanno visto la Croazia andare in difficoltà proprio per la loro imprevedibilità.

In fase difensiva poi, proprio il centrocampista che quest’anno ha giocato con la maglia dell’Udinese è stato preziosissimo andando a chiudere le linee di passaggio (poche per la verità) create dalla Croazia durante le poche manovre offensive orchestrate dalla Nazionale di Dalic. Assolutamente promossi in campo per costanza e temperamento in campo oltre che per la grande intelligenza tattica.