E' una vera e propria bufera quella che è scoppiata nella capitale portoghese, dopo il risultato dell'andata del quarto di finale di Europa League. La sconfitta che lo Sporting Lisbona ha subito alla Wanda Metropolitano di Madrid, ha infatti mandato su tutte le furie il presidente Bruno de Carvalho che ha apertamente criticato la sua squadra sul suo profilo Facebook, dopo la brutta figura rimediata in Europa. Le parole del numero uno del club lusitano hanno però infastidito la squadra, che si è rifiutata di andare in campo per l'allenamento e ha chiesto spiegazioni al proprio presidente attraverso i social.

"In questo post vogliamo esprimere il nostro dispiacere per le parole del presidente e per l'assenza di appoggio da parte di chi dovrebbe essere il nostro leader – ha scritto, a nome di tutti, il capitano Rui PatricioHa puntato il dito per colpevolizzare i giocatori pubblicamente quando l'unione di un gruppo si fonda sugli sforzi congiunti, indipendentemente dalla situazione che stiamo passando. Tutti i problemi si risolvono dentro al gruppo".

La lista dei giocatori sospesi

Se l'obiettivo della squadra era quello di ottenere delle scuse, è andato clamorosamente a vuoto: "Tutti gli atleti che hanno sottoscritto quelle parole andranno incontro a provvedimenti disciplinari – ha avvertito il presidente Bruno de Carvalho – Ne ho abbastanza di bambini viziati che non rispettano niente e nessuno. Questi bambini viziati pensano di andare lontano, ma questa volta la mia pazienza si è esaurita nei confronti di chi crede di essere più importante del club e di qualsiasi critica".

Secondo la stampa portoghese sono ben diciannove, infatti, i giocatori sospesi dal massimo dirigente dello Sporting Lisbona. La lista comprenderebbe oltre al capitano Rui Patricio, anche l'italiano Piccini, William Carvalho, Coates, Coentrao, Gelson, Acuña, Battaglia, Bryan Ruiz, Bruno Fernandes, Montero, Ristovski, Wendel, Rúben Ribeiro, Doumbia, Bruno César, Podence, Palhinha e Leao.