L’Inter e il mercato che non c’è. Tutto dipende da cosa deciderà Leonardo

Adesso ha un senso l'immobilità dell'Inter all'interno dell'attuale calciomercato. Non aveva senso la mancanza di intervento, sia alla voce cessioni che a quella acquisti, del club campione del Mondo mentre gli avversari di sempre, in Italia e in Europa, piazzavano i loro primi grandi colpi in vista della prossima stagione. Certo, l'Inter di Massimo Moratti non si sta muovendo perchè potrebbe perdere l'elemento collante per il progetto "in fieri", Leonardo. Il brasiliano, confermato dalla presidenza in tempi non sospetti scalzando ipotesi di addii anticipati e nuovi cambi di rotta sulla panchina nerazzurra, potrebbe lasciare l'Inter per approdare alla corte del PSG, il Paris Saint Germain, squadra che ufficialmente lo ha chiesto a Moratti. Un Moratti infastidito e arrabbiato: è un fulmine a ciel sereno, una tegola che cade proprio sulla testa di un presidente che si sente ‘tradito‘ da Leo, l'uomo che ha voluto lui stesso per il dopo-Benitez e che ha confermato malgrado l'opinione pubblica storcesse il naso su una scelta quanto mai coraggiosa.

LEO ALLA CORTE DI PARIGI – Il fastidio del presidente nasce dalla notizia del suo contatto con l'ex CT di Argentina e Cile, Marcelo Bielsa, arrivata sui giornali. Non è una invenzione di un annoiato giornalista colpito dai primi caldi estivi. E' che tale contatto non doveva uscire dai palazzi di Corso Vittorio Emanuele, non prima almeno di aver saputo in anteprima le decisioni di Leonardo. E invece, oggi, l'Inter si trova a smentire a denti stretti e con il naso lungo, di aver già ‘opzionato' il sostituto di Leonardo che in 48 ore deciderà il proprio destino e quello nerazzurro. La proposta del PSG non è da sottovalutare e per un uomo che ama le sfide come il brasiliano, è difficile rinunciarne al richiamo. Moratti lo sa ed è questo che lo infastidisce, perchè sa che il calcio è un mondo a parte dove chi ti giura fedeltà e ti strappa una stretta di mano, il giorno dopo ti saluta da un aereo, puntando altrove. Il solito sceicco Tamim Bin Hamad Al Thani a capo della cordata che ha rilevato una parte delle quote del PSG per rilanciarlo, a Leonardo ha fatto una proposta importante, quasi irrinunciabile: un'offerta intorno ai 5 milioni di euro a stagione per lasciare al brasiliano le chiavi di tutta la gestione tecnica. Oro che luccica per il brasiliano che non si aspettava tanto in modo così improvviso e che si ritrova a doversi scusare ma a salutare il progetto sulla panchina Inter. L'attuale tecnico nerazzurro non può valutare la proposta come quella di una qualsiasi società molto ricca, ma come quella di un club dove è già stato e dove ha lasciato un ricordo favoloso, con l'opportunità di tornare a lavorare in quella Parigi che personalmente adora. Non a caso, Leo è stato preferito anche al prescelto per il ruolo di figura di spicco dirigenziale, Claude Makélélé. Un'investitura totale.

UN MERCATO INESISTENTE – Il mercato, dicevamo era inesistente. Un mercato che conta, fatto di grandi nomi e colpi di primo piano non di mezze figure, intendiamoci. Anche perchè dire che l'Inter il proprio mercato non l'abbia fatto è sbagliato. A gennaio, i nerazzurri si sono mossi quanto e più di altri, con arrivi importanti: Ranocchia e Pazzini su tutti e poi ancora Kharja e Nagatomo. Un elemento in più per reparto ma che non può bastare a costruire una rosa competitiva su tutti i fronti. Proprio Kharja e Nagatomo, ad esempio sono comproprietà calde che devono essere definite entro il prossimo 24 giugno. Poi ci sono stati gli affari ‘esteri' con il bomber Castaignos e i due giovanissimi austriaci Christoph Knasmullner e Lukas Spendlhofer già inseriti in Primavera. Tutti elementi interessanti ma poca sostanza. Sanchez, Pastore, Nashri, Fabregas, Ganso, Hazard: eccole le stelle che l'Inter cerca. Ma non trova, lasciandosele scivolare tra le dita mentre si accomodano in altri club con i nerazzurri alla finestra a guardare in modo quasi disarmante.
SEPARATI IN CASA – E poi, molte questioni da chiarire tra i giocatori già in nerazzurro. Un nodo attorno alla situazione di Julio Cesar è ancora ben stretto malgrado non se ne parli più per rispetto di un giocatore impegnato nella prossima Coppa America 2011. Eppure, c'è Emiliano Viviano dietro l'angolo, altro giocatore nerazzurro in comproprietà con il Bologna su cui l'Inter deve fare chiarezza. Se crede davvero nel giovane portiere italiano che arriverebbe a Milano solo da titolare, deve avere il coraggio e la saggezza di salutare Julio Cesar oggi che ha ancora un ottimo mercato a disposizione. Stesso discorso per Maicon, un separato in casa da un anno a questa parte e sul quale si stanno solamente decidendo i parametri per il suo passaggio al Real Madrid di Mourinho arrivato con un anno di ritardo e una svalutazione attorno ai 10-12 milioni.

Poi, la ‘grana' Sneijder che si è affidato a Dio per il proprio futuro. Il centrocampista ha vissuto l'ultima stagione male, se non malissimo con un Benitez che non l'ha mai compreso e Leonardo che non l'ha mai fatto sentire speciale. Le sirene di Manchester e del Chelsea hanno fatto il resto per un campioncino che ha raggiunto la consapevolezza di aver già dato tutto ad un club con cui ha vinto tutto. Poi, altri giocatori con cui decidere insieme il proprio destino come Thiago Motta o Sunley Muntari: il primo, potrebbe partire destinazione estero, il secondo – di rientro dal prestito al Sunderlund – ha un mercato ricco tra i club di seconda fascia della Premier: due nomi su cui capitalizzare un po' di contanti.
LO SCACCO MATTO DI LEONARDO – E invece? Invece, silenzio. Il mercato che non c'è dell'Inter però da oggi ha un nome e un motivo: Leonardo. Il ‘giuda rossonero' che potrebbe ridiventarlo per alcuni tifosi nerazzurri che l'hanno difeso a spada tratta dagli insulti dei cugini ma che oggi potrebbero subire lo stesso ‘trattamento' per un uomo che si è sempre definito "libero di decidere senza costrizioni". E questa libertà potrebbe essere pagata a prezzo salatissimo. Non per l'ingaggio a Marcelo Bielsa il "loco", che ha già rifiutato nelle settimane passate la corte di Atletico Madrid e Roma, ma per un'Inter che, per la seconda stagione consecutiva, dovrà ripartire da zero mentre il "rumore dei nemici" si fa sempre più assordante e organizzato.