Non è bastata la rettifica di Leonardo Bonucci. Non è bastato che il difensore della Juventus postasse su Instagram una che lo ritrae assieme a Kean in maglia azzurra. Non sono bastati l'immagine dell'abbraccio al compagno di squadra e di Nazionale. Nemmeno è stato sufficiente il messaggio a corredo e la precisazione di essere contro ogni forma di razzismo da sempre e a ‘prescindere da tutto'. E in quel ‘a prescindere da tutto' ci sono anche le parole pronunciate a caldo, al termine della partita vinta a Cagliari, con le quali rimproverava bonariamente Moise Kean per l'esultanza esibita dopo la rete del raddoppio. Insomma, un po' se l'è cercata… concetto che Liliam Thuram, ex centrale dei bianconeri dal 2001 al 2006, censura con determinazione nell'intervista concessa al quotidiano Le Parisien.

Bonucci ha espresso un concetto che in molti pensano ovvero che i neri si meritano ciò che capita loro – ha ammesso Thuram -. Non dice che i tifosi hanno torto ma attribuisce una parte delle colpe per quanto accaduto al compagno di squadra. Semmai dovrebbe chiedersi cosa ha fatto Kean per meritarsi tanto disprezzo. Per questo ritengo quello che ha detto vergognoso. Bisogna essere chiari sul razzismo. A Moise e alle persone nere voglio dire di essere fieri e esigere rispetto da gente come Bonucci che vorrebbero curvassero la schiena.

Nel mirino dell'ex campione del mondo con la Francia non c'è solo il difensore ma anche la stessa Juventus e, più in generale, i vertici del calcio italiano. Indignazione a parte, dissolto il battage mediatico tutto torna come prima. E tutto torna anche in campo, negli stadi accompagnato dal solito bestiario della maggioranza dei tifosi che allarga o restringe l'idea del rispetto con libera estensione interpretativa al punto da definire semplice sfotto' anche gli slogan più offensivi.

Ogni volta tutti dicono che la prossima volta la partita sarà sospesa, ma non succede mai. Se fosse davvero stato un problema, la gara sarebbe stata fermata. La stessa Juventus avrebbe dovuto lasciare il campo e una soluzione si sarebbe trovata. Ma il calcio è un business, dunque nulla sarà fatto dalle istituzioni che non hanno mai colto l'occasione per intervenire.

Il post su Instagram di Bonucci: Io, frainteso condanno ogni forma di razzismo

Leonardo Bonucci ha postato nella serata di ieri un messaggio nel quale ha voluto chiarire il proprio pensiero e soprattutto porre fine a ogni speculazione sull'intervista rilasciata poco dopo il triplice fischio a Cagliari suscitando perfino l'ironia tagliente di Sterling del Manchester City.

Ho parlato alla fine della partita e mi sono espresso in modo evidentemente troppo sbrigativo, che è stato male interpretato su un argomento per il quale non basterebbero ore e per il quale si lotta da anni. Condanno ogni forma di razzismo e discriminazione.

Dopo 24 ore desidero chiarire il mio pensiero. Ieri sera ho parlato alla fine della partita e mi sono espresso in modo evidentemente troppo sbrigativo, che è stato male interpretato su un argomento per il quale non basterebbero ore e per il quale si lotta da anni. Condanno ogni forma di razzismo e discriminazione. Certi atteggiamenti sono sempre ingiustificabili e su questo non ci possono essere fraintendimenti. // After 24 hours I want to clarify my feelings. Yesterday I was interviewed right at the end of the game, and my words have been clearly misunderstood, probably because I was too hasty in the way I expressed my thoughts. Hours and years wouldn't be enough to talk about this topic. I firmly condemn all forms of racism and discrimination. The abuses are not acceptable at all and this must not be misunderstood.

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