Il futuro di Mauro Icardi è ad oggi ancora un'incognita. Complice la trattativa che Inter e Juventus hanno impostato con il Manchester United e con l'agente di Romelu Lukaku, l'ex capitano nerazzurro è di fatto bloccato a Milano e senza la certezza di poter scendere in campo nella prossima stagione. Dopo aver detto di no alle offerte di Roma e Napoli, e aver quasi perso le speranze di trasferirsi alla Juventus (soprattutto se a Torino arriverà il nazionale belga), Icardi ha dunque deciso di puntare i piedi e rimanere in nerazzurro.

In casa Inter, di fronte a questa decisione, c'è ovviamente molto fastidio e nervosismo, anche perché il rifiuto di Icardi di lasciare il club sta inevitabilmente condizionando il mercato e complicando il lavoro di Antonio Conte. La proprietà e la dirigenza (su tutti Marotta e Ausilio), dopo aver parlato con il giocatore e Wanda Nara, hanno così deciso di passare alle maniere forti minacciando di lasciare fuori Icardi per tutta la stagione e fino a fine contratto.

L'articolo 15 spaventa l'Inter

La presa di posizione dell'Inter, netta, decisa e quanto mai clamorosa, potrebbe però tornare dolorosamente indietro alla Pinetina come un boomerang. Questo perché esiste una regola Fifa che, in qualche modo, tutela, protegge e ‘rende giustizia' a quei grandi giocatori che si ritrovano nella stessa situazione di Mauro Icardi. L'articolo 15 del regolamento è molto chiaro e spiega cosa può succedere nel caso che l'Inter non utilizzi Icardi almeno nel 10% delle partite ufficiali della stagione. In questo caso il giocatore avrà infatti la possibilità di liberarsi con una risoluzione del contratto per giusta causa sportiva. Ecco perché il club di Suning spera in una veloce conclusione della vicenda: obiettivo che, ad oggi, pare verosimilmente molto lontano a causa dell'orgogliosa decisione dell'attaccante argentino.