Il calcio di rigore non concesso al Milan per il tocco di braccio di Alex Sandro. La mancata espulsione di Manduzkic che nel finale scalcia Romagnoli da terra e poi va al faccia a faccia con Piatek. Due errori gravissimi, l'uno più dell'altro che l'arbitro Michael Fabbri ha commesso sotto gli occhi del designatore, Nicola Rizzoli. Regolamento alla mano, su quel cross di Calhanoglu intercettato dal difensore brasiliano andava assegnato il penalty. Non c'è ragione che tenga né attenuante che possa spiegare la decisione del direttore di gara se non l'eccesso di zelo nella valutazione alla on-field-review che ha provocato lo sbaglio clamoroso.

Gli stessi vertici dell'Aia ne sono consapevoli ed è per questo che, in occasione dell'incontro in Lega a Milano, nella chiacchierata con i rossoneri (Gattuso e Romagnoli, forse anche Leonardo) null'altro potranno fare che cospargere il capo di cenere.

Le scuse del designatore, Nicola Rizzoli, in Lega a Milano

Il ‘diavolo' è infuriato sia per quanto accaduto a Torino sia per un dato più generale: nella speciale classifica dei calci di rigore a favore solo il Cagliari (1) ne ha avuti in meno rispetto al Milan (2) e l'ultimo risale a dicembre scorso contro il Parma. Le scuse di Rizzoli non basteranno di certo a lenire la delusione né serviranno ad accomodare una classifica che s'è fatta pericolosa per l'irruzione dell'Atalanta in zona Champions ed è per questo che il club fare le proprie rimostranze approfittando della riunione tra capitani, allenatori e arbitri.

Fabbri fermato per qualche turno, mai più col Milan in stagione

Quanto al direttore di gara, è certo che a Fabbri verrà concesso qualche turno di riposo e – come già accaduto per Abisso, protagonista in negativo a San Siro in Inter-Fiorentina – gli sarà impedito di incontrare il Milan da qui fino al termine della stagione. Rizzoli, nel corso della riunione in Lega, ha chiarito che non verrà fermato "perché si può sbagliare" ma resta da vedere cosa accadrà. La frittata è fatta e al netto della superiorità dei bianconeri, resta la profonda amarezza per una prestazione sicuramente positiva, macchiata da qualche sbavatura, ma penalizzata dalle decisioni di un arbitro che Leonardo definì "inadeguato".