Perché l'arbitro Fabbri non ha concesso il calcio di rigore in occasione del tocco di braccio di Alex Sandro su cross di Calhanoglu? Uno degli episodi chiave di Juventus-Milan capita al 34° del primo tempo, quando le squadre sono ancora sullo 0-0 e pochi minuti prima del vantaggio rossonero siglato da Piatek. Dopo un silent check con i collaboratori al Var (Calvarese e Tolfo), il direttore di gara decide di andare a rivedere la dinamica dell'azione a bordo campo mimando il gesto della moviola in campo. Consultando le immagini proposte dalla on-field-review ritiene che non vi siano gli estremi per assegnare il tiro dal dischetto alla squadra di Gattuso.

Perché l'arbitro non dà il rigore al Milan per il tocco di Alex Sandro

Qual è stata la motivazione che ha spinto l'arbitro Fabbri a non punire il tocco di braccio di Alex Sandro con il calcio di rigore? La dinamica dell'azione sembra non lasciare dubbi: il difensore brasiliano stoppa la palla col braccio e smorza così la traiettoria del traversone effettuato da Calhanoglu. I calciatori del Milan – Romagnoli in particolare – protestano ma dopo un rapido conciliabolo coi collaboratori nella cabina di regia del Var, Fabbri va a sincerarsi di persona di come sono andate le cose. Perché non fischia il penalty? Deve aver ritenuto congruo con il movimento del corpo quello del braccio del terzino sudamericano. Insomma, per l'arbitro quel tocco di braccio è involontario.

Piatek, posizione regolare sul gol del vantaggio

Nessun dubbio invece sulla posizione di Piatek che ha siglato la rete del vantaggio milanista a Torino. L'attaccante polacco sorprende Bonucci (in ritardo e fuori posizione) che prova ad andare incontro all'avversario che lo anticipa e, nei pressi dell'area di rigore, serve alla punta la palla da spedire solo in fondo al sacco. Piatek è in posizione regolare, come si evince dalla moviola che evidenza la posizione di un calciatore della Juventus più in alto rispetto alla linea dei compagni di squadra.

Rigore per la Juventus, fallo di Musacchio su Dybala

Rigore per la Juventus nella fase centrale della ripresa (59°). Non ci sono dubbi questa volta sulla decisione dell'arbitro, Fabbri. Il difensore del Milan, Musacchio, commette un intervento abbastanza ingenuo e stende Dybala in piena area di rigore. Il direttore di gara non ha bisogno né di consulto con silent check né di Var: assegna subito il penalty alla Juventus per l'evidenza del fallo.