L’ultimo treno per la zona Champions passa dall’Olimpico e dai 90′ di Roma-Milan

Un preliminare che piace – Il prestigio di far parte dell'elite del calcio continentale e, soprattutto, la possibilità di incassare denari e riequilibrare il proprio bilancio societario. Partecipare alla Champions League è diventato, ormai da anni, un "chiodo" fisso per tutti i club più importanti d'Europa, specialmente in Italia dove la crisi economica delle società si fa sentire e dove, difficilmente, c'è lotta aperta tra più di due squadre per la conquista dello scudetto. Con la Juventus in fuga e dopo aver buttato a mare punti pesanti, arrivare almeno al terzo posto e conquistare il preliminare per la coppa dalle grandi orecchie, è l'obiettivo principale di Roma e Milan, che questa sera si affronteranno per il posticipo della diciottesima giornata di Serie A. L'intento di Zeman ed Allegri è chiaro: avvicinare il più possibile la zona Champions e provare, all'ultima curva, il sorpasso decisivo nei confronti delle contendenti. Un compito non facile, ma neanche così impossibile: il secondo e terzo posto, tutto sommato, sono ad un paio di vittorie di distanza e, calcolando l'andamento discontinuo del gruppone di testa, gridare all'Italia intera la propria voglia europea non pare così folle. Roma-Milan è lo snodo cruciale per capire le reali ambizioni, dopo una striscia positiva, di giallorossi e rossoneri. Non tragga in inganno, infatti, la sconfitta romanista a Verona, peraltro viziata dal ghiaccio e da errori arbitrali importanti: la Roma c'è, e Zeman arriva al big match forte delle stesse quattro vittorie di fila che hanno ridato fiducia all'ambiente milanista.
Un tweet da 50.000 – Il 2012 di Roma e Milan, quindi, si chiude con novanta minuti da "fine del mondo". Un botto pirotecnico pronto ad esplodere in anticipo, di fronte a cinquantamila spettatori così come ha cinquettato allegramente il profilo ufficiale giallorosso su Twitter. Tra questi vi sarà anche Silvio Berlusconi che unirà l'utilità di un'altra esposizione mediatica pre campagna elettorale, al piacere di seguire il suo Milan in questa trasferta delicata. Questione di voto, di cuore ma anche di scaramanzia: il rituale della visita alla squadra, prima del match, si è infatti rivelato molto più "performante" dell'orrenda cravatta gialla di Galliani (noto portafortuna dell'ad rossonero). Meno male che Silvio c'è , verrebbe da canticchiare in casa milanista…così come a Trigoria hanno salutato positivamente l'arrivo del padrone di casa americano, James Pallotta, giunto a rincuorare e ad incoraggiare i suoi ragazzi. Zeman, così come il suo "dirimpettaio" ha provato a circoscrivere l'importanza della partita di stasera: "La sfida con il Milan è importante, ma lo saranno anche quella con il Catania o con il Napoli. I conti si fanno alla fine". Un ragionamento "lapalissiano", ripreso anche da Allegri nella conferenza stampa di ieri a Milanello: "Sarà una partica difficile, andiamo con l'idea di vincere e fare un altro passo avanti in classifica, contro una delle avversarie tatticamente meglio organizzate del campionato". L'anno scorso finì in gloria (vittoria Milan per 3 a 2) grazie a Ibra e a Nesta, quest'anno mister Allegri può contare sull'esplosione di El Shaarawy e sulla sua vena realizzativa. Potrà bastare contro l'ennesima stagione da protagonista di Francesco Totti?
Questione di numeri, di punti e di timbri sul passaporto – Sono 77 gli incontri ufficiali a Roma, tra giallorossi e rossoneri. L'ultima vittoria casalinga risale alla stagione 2007/2008: al gol di Ricardo Kakà, avevano risposto Giuly e Vucinic. Altri tempi, altri giocatori! Da quel 2 a 1, la Roma non ha più vinto pareggiandone tre e perdendo (appunto) l'ultima. L'occasione è ghiotta per entrambe: per la Roma che vincendo spezzerebbe l'incantesimo e aggancierebbe (eventualmente) il penalizzato Napoli e per il Milan che, con tre punti, si lascerebbe alle spalle proprio i giallorossi, continuando nella sua scalata che, fino a qualche settimana fa, sembrava pura utopia. In attesa della sosta natalizia e dei colpi di mercato, lo show dell'Olimpico è destinato a riempire le prime pagine dei giornali di domani. Novanta minuti fatti per essere gustati fino in fondo, a partire dal duello generazionale tra Totti ed El Shaarawy, divisi da 16 anni ma accomunati dallo stesso talento cristallino. L'imperatore contro il Faraone: in pratica un titolo, già fatto, per lo spettacolo delle 20.45. Celebrato anche da Prandelli, Francesco Totti, con i suoi 221 gol in carriera, punta a Piola (274) ma, soprattutto, al record di una vecchia gloria rossonera come "Pompierone" Nordhal che si fermò a quota 225 reti. Il giovane fenomeno rossonero, dopo aver vinto la scommessa con Ambrosini, punta invece alla classifica cannonieri (che peraltro già comanda) per ottenere un'altro timbro sul passaporto, molto più importante di quello che gli metteranno quando incasserà la scommessa (un viaggio ai Caraibi) che fece ad inizio stagione con il suo capitano. Giugno 2014 è ancora lontano, ma la squadra che parteciperà al prossimo mondiale in Brasile sta cominciando a prender forma ed il talento di Savona, non vuol mancare all'appuntamento con la chiamata.