Calma, non è finita. La sconfitta subita al Wanda Metropolitano compromette la qualificazione della Juventus ai quarti di finale di Champions ma lascia ancora uno spiraglio aperto. Il 12 marzo, all'Allianz Stadium, va in scena il secondo atto del doppio confronto: coraggio, determinazione, esperienza, classe e un pizzico di fortuna saranno necessari per ribaltare il 2-0 incassato nella sfida di andata. Una missione impossibile ma è soprattutto attraverso queste imprese che la squadra di Allegri deve dimostrare di essere competitiva per la vittoria del Trofeo. Del resto, perché ha comprato Cristiano Ronaldo? Perché svenarsi – considerato anche il riflesso a bilancio – per un campione di portata mondiale se non con il chiaro obiettivo di sollevare la Coppa sotto il cielo di Madrid? Ironia della sorte, la debacle è arrivata proprio in quello stadio dove il 1° giugno ci sarà la finalissima.

Il dato in Borsa: -10%. Calma, non è finita. Meglio non pensare quali sarebbero le conseguenze di un flop clamoroso e quale impatto avrebbero sul bilancio del club. I primi segnali, però, hanno già dato uno scossone alla luce dell'andamento registrato in Borsa questa mattina dal titolo della Juventus: ha perso oltre il 10% per poi risalire a 8,83 di metà giornata (alle 9.37 -10,01% a 1,3040 euro per azione, dopo aver chiuso la giornata di ieri a 1,4490, come sottolineato dalle stime riportate da Calcio e Finanza), segnale inequivocabile della sfiducia scaturita dal risultato negativo e più ancora dalle possibilità di qualificazione. Uno stop brusco dopo un lungo periodo di riscontri positivi.

Quanto costerebbe alla Juventus una eventuale eliminazione? E' presto quanto inopportuno (a Torino può succedere di tutto) per fare previsioni drastiche e drammatiche a lungo termine. C'è però un dato di fatto: il passaggio ai quarti vale oltre 10 milioni di euro come bonus di qualificazione, somma che svanirebbe nel nulla assieme alla possibilità di fare un ulteriore e robusto incasso al botteghino in caso di altra partita in casa.

La portata mediatica della delusione. Basta dare un'occhiata ai dati di ascolto per dare le giuste proporzioni all'amarezza dei tifosi e degli sportivi che hanno scelto di sintonizzarsi sulla Rai per assistere (come da programmazione in calendario) alla partita: 6.878.000 spettatori pari al 25.5% di share, un dato che ha fatto del match contro l'Atletico la partita di Champions più vista in chiaro sui canali Rai rispetto ai 6.2 milioni (24.1% di share) risalenti a Juventus-Manchester United.