A distanza di poche settimane dalle pesanti accuse e dopo la sua arringa difensiva via Twitter, nella quale si è dichiarato estraneo ai fatti, il presidente della Juventus Andrea Agnelli è di nuovo al centro della bufera per la pubblicazione dell'intercettazione telefonica da parte dell'Huffington Post: documento contenuto nel deferimento emesso dal procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro. Nella trascrizione del testo dell'intercettazione, spiccano un paio di passaggi nei quali Agnelli contraddice ciò che ha sempre sostenuto: ovvero la sua totale estraneità ad un presunto contatto con la parte malavitosa della curva bianconera. Riferendosi alla rivendita di biglietti forniti dalla società, nel colloquio con il responsabile sicurezza della Juve, Alessandro D’Angelo, Agnelli afferma che "loro comprano quello che devono comprare, a noi ci pagano subito e poi gestiscono loro".

La doppia inchiesta.

C'è però un altro passaggio che smentirebbe l'arringa difensiva di Agnelli. Come riportato dall'Huffington Post, il procuratore Pecoraro ha citato anche un’altra intercettazione, risalente al marzo del 2014, nella quale il presidente bianconero ammette di conoscere la pericolosità di alcuni esponenti ultrà: "Il problema è che questo – dice Agnelli riferendosi ad uno dei capi ultrà  – ha ucciso gente". In attesa della deposizione dello stesso numero uno juventino, che avverrà presumibilmente nelle prossime settimane, i legali di Agnelli sono dunque al lavoro per gestire la doppia inchiesta, una portata avanti dai magistrati di Torino, l’altra dal procuratore federale Figc, che sta infangando il nome del presidente e della stessa società piemontese. L'accusa, secondo la magistratura, sarebbe quelle di aver assecondato le richieste dei gruppi di tifosi organizzati per salvaguardare la quiete all’interno dello stadio.

La replica della Juventus.

Il legale della Juventus, l'avvocato Chiappero, è stato ascoltato mercoledì scorso in Commissione Antimafia. Su Rocco Dominiello, ex ultrà incensurato figlio di un uomo legato alla ‘ndrangheta, ha voluto precisare la posizione del club bianconero: "Ammettiamo quanto ci viene contestato riguardo la gestione della vendita dei posti assegnati, ma ciò che non ci permette di chiudere la partita e patteggiare col procuratore federale è che siamo accusati di aver utilizzato, con cognizione, la figura di Rocco Dominiello, della cui provenienza eravamo invece totalmente all'insaputa. Non c'erano assolutamente rapporti amicali tra lui e Agnelli, in due anni e mezzo di intercettazioni non c'è una telefonata diretta ".

Desecretare tutte le intercettazioni.

Su questo argomento Chiappero è stato altrettanto chiaro: " Mi piacerebbe ci fosse una desecretazione di tutto quanto perché mi sono stati letti un paio di passaggi che francamente io negli atti non ho trovato. Quindi voglio rendermi conto di quanto viene scritto. Io non li ho trovati neanche all’interno del deferimento, quindi ho bisogno di verificare perché sono passaggi anche di una certa importanza".

L'audizione in Commissione Antimafia.

In Commissione Antimafia, Rosy Bindi (presidente) ha aggiunto: "La società l'abbiamo interpellata e l'avvocato la volta scorsa ha esordito dicendo che il presidente Agnelli era disponibile ad essere ascoltato. È una disponibilità sua, già acquisita. Non sarà l'unico presidente che sentiremo, saranno chiamati qui anche altri presidenti di società con lo scopo di individuare insieme come uscire da una realtà innegabile. Aver acquisito la sua disponibilità fa onore a lui e rende più evidente l'obiettivo del nostro lavoro".