Nonostante il mercato invernale se lo sia aggiudicato il Milan con la doppia operazione Paquetà-Piatek, la Juventus è comunque riuscita a ritagliarsi un posto al sole con alcune importanti operazioni in uscita. Abile sin dai tempi di Beppe Marotta nel vendere i giocatori e creare plusvalenze, il club campione d'Italia ha infatti piazzato un paio di colpi di mercato che hanno portato ossigeno alle casse societarie.

Sull'asse Torino-Genova, sono nate due operazioni che hanno generato una notevole plusvalenza. Dopo che Preziosi aveva già convertito il riscatto di Favilli in obbligatorio portando la cifra spesa da 5 a 12 milioni, la dirigenza bianconera ha così ceduto anche Sturaro al Grifone per una cifra complessiva di 18 milioni di euro: 1,5 versati al momento del prestito e 16,5 che arriveranno a Torino nei prossimi quattro anni. Un affare che, come ha confermato la Juventus, ha generato una plusvalenza di circa 12,9 milioni di euro.

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Insieme a Favilli, Sturaro ha così fatto guadagnare 30 milioni alla società piemontese: guarda caso la stessa cifra che Paratici metterà sul piatto per acquistare dal Genoa il difensore argentino Cristian Romero. In casa Juventus si è passati dunque alla fase vendere per comprare, magari guadagnando anche qualcosa sugli stessi cartellini dei giocatori in uscita.

Secondo un calcolo del quotidiano "La Repubblica", in estate sarebbero stati 117 i milioni entrati nelle casse juventine con la cessione degli esuberi: in pratica la stessa cifra pagata al Real Madrid per avere Cristiano Ronaldo. Conti alla mano, il cinque volte Pallone d'Oro sarebbe in sostanza stato pagato da cinque squadre: il Benevento (per un 2,5%), il Perugia (2%), la Sampdoria e l'Udinese (17%) e infine il Genoa (26%). Oltre alla cessione di Sturaro, la Juventus è riuscita a risanare il bilancio in perdita nell'esercizio 2019 grazie anche al riscatto anticipato di Ferrero del portiere Audero: costato ai blucerchiati la bellezza di 20 milioni di euro.