Si scrive remuntada, si legge Juventus. Nella notte più importante, davanti ad uno stadio bollente come non mai, la squadra di Allegri è riuscita nell'impresa di cancellare la serata storta del Wanda Metropolitano, scrivere una pagina storica e conquistare meritatamente i quarti di finale di Champions League. Lo ha fatto grazie ad una partita straordinaria, vinta 3-0, giocata con una cattiveria agonistica pazzesca e schiantando un avversario mai realmente pericoloso e sempre chiuso a difesa del risultato. La prima vittoria in Europa contro l'Atletico Madrid, è arrivata grazie ad una prova collettiva incredibile e all'ennesima partita da super eroe di Cristiano Ronaldo: autore della tripletta decisiva e ancora una volta letale per la squadra di Diego Simeone.

Cristiano Ronaldo apre le danze

La Juventus parte con il piede schiacciato sull'acceleratore. Un gol subito? Magari. Pronti, via e Chiellini (alla gara numero 500) lo trova dopo neanche quattro minuti: una rete che viene però annullata dal Var per fallo di CR7 su Oblak. E' il campanello d'allarme, di una serata che si rivelerà magica per i bianconeri. Oltre al portoghese, sono Mandzukic e Bernardeschi a guidare l'assalto juventino, con Dybala ancora in panchina. Nell'attacco dei Colchoneros c'è invece l'ex Morata con Griezmann. Con l'Atletico a fare densità nella propria trequarti, la squadra di Allegri sfonda con facilità sulle fasce dove Cancelo e Spinazzola creano diversi pericoli per gli spagnoli.

L'undici di Simeone ha il pullman davanti alla porta, soffre ad ogni azione della Juventus e capitola al 27esimo, quando Bernardeschi pesca sul secondo palo Cristiano Ronaldo: colpo di testa da zero metri che fa esplodere lo Stadium. In pratica non c'è partita, almeno fino al 40esimo. La gioca solo la squadra di Allegri. E la gioca bene perché, forte del risultato sbloccato, prende residenza nella metà campo spagnola e sfiora il 2-0 con Bernardeschi, CR7 e Chiellini. Prima dell'intervallo l'unico brivido: il colpo di testa di Morata di poco alto.

Una qualificazione da sballo

Sbarcato a Torino proprio per portare il club campione d'Italia fino alla finale di Champions League, Cristiano Ronaldo si conferma ancora il fattore determinante. Il cinque volte Pallone d'Oro, dopo un primo tempo da vero leader, vola nuovamente in cielo per l'istantaneo raddoppio juventino che annulla il doppio vantaggio dei Colchoneros conquistato all'andata. Simeone ha il mal di testa e prova a cambiare qualcosa, togliendo uno spento Lemar e inserendo Correa: argentino che si presenta subito con un tentativo sbilenco.

Segnali di risveglio dell'Atletico Madrid non ne arrivano, e allora la Juventus prova a chiudere il discorso con Allegri che toglie Spinazzola (applaudito da tutto lo Stadium) e lancia nella mischia Dybala. Verso la mezz'ora del secondo tempo, la fatica comincia a farsi sentire nelle gambe dei padroni di casa e permette agli spagnoli di mettere la testa fuori dalla propria metà campo. E' un'illusione per gli spagnoli, perché Moise Kean entra al posto di Mandzukic e sfiora subito il 3-0. Gol qualificazione che arriva a cinque minuti dal termine grazie al rigore di CR7: l'uomo della Champions, colui che ha regalato una notte magica a tutto il popolo bianconero.