Calcisticamente parlando, il 2018 verrà ricordato anche come l'anno dell'addio di Gigi Buffon alla Juventus e del suo successivo passaggio al Paris Saint-Germain. A distanza di mesi dal suo commovente saluto ai tifosi dell'Allianz Stadium, l'ex portiere bianconero ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera nella quale ha confessato un piccolo/grande sogno andato in fumo: "Ho giocato con tanti campioni e per misurarmi avrei voluto giocare anche con Cristiano Ronaldo".

Rimpianti per aver lasciato Torino? Gigi Buffon sgombra subito il campo dagli equivoci: "Quando il Paris Saint Germain mi ha chiamato è stato un grande orgoglio e qui mi hanno accolto tutti benissimo, sia in spogliatoio che in città. L'ingaggio? L'invidia è umana ma non mi faccio condizionare dagli altri, il denaro è importante ma non sono venale. La Juventus non sentirà mai la mia mancanza. Programma tutto così bene che difficilmente sbaglia i momenti delle scelte".

La Champions e il possibile incrocio con la Juventus

Atteso dal doppio confronto contro il Manchester United, il 40enne portiere di Carrara ha poi smentito di aver scelto Parigi per vincere la Champions League: "Non sono venuto qui per vincerla, perché altrimenti non avrei capito niente – ha aggiunto Buffon – Ma spero di portare qualcosa in più e ho l’ambizione di migliorare quello che è stato fatto fin qui. Una sfida con la Juventus? Sarebbe bello e strano. Ma tornerei nel mio stadio, tra i miei tifosi, con cui mi sono lasciato in maniera commovente. Una rimpatriata. Certo, un'eventuale finale contro di loro sarebbe complicata, perché vorrei avere la libertà di esultare pazzamente in caso di vittoria".

Il 2018 è stato l'anno anche del suo congedo dalla Nazionale azzurra. Archiviato il dolore di non aver potuto partecipare ai Mondiali in Russia, Buffon ha deciso di lasciar spazio a Gigi Donnarumma: quello che da mesi era stato già definito come il suo erede. "Ho parlato con Mancini, non c'è bisogno di me – ha concluso – Sono contento che Chiellini abbia ereditato la fascia di capitano sia in azzurro che nella Juve, perché è un uomo e un giocatore che si merita tutta questo".