Mai si era vista la Juventus messa sotto in casa in maniera così totale. Nemmeno contro il Real Madrid l'anno scorso. Il 2-1 finale non inganni, il secondo tempo dell'Ajax racconta di una superiorità limitata solo dall'amore degli olandesi per il passaggio di più e di troppo in area. Allegri gioca a quattro poi a tre, ma non incide Dybala, non serve Kean, non basta Emre Can che i ruoli li interpreta praticamente tutti.

I numeri della partita

De Jong e Schone scambiano 22 volte e insieme completano 24 passaggi su 24 nella trequarti offensiva. Sono il tesoretto di ten Haag, gli uomini che toccano più palloni tra i biancorossi che complessivamente mandano a destinazione 93 appoggi su 85 nella trequarti offensiva ma, dato che ben racconta la partita, 14 a 3 nell'area di rigore avversaria. I 48 passaggi di Pjanic e i 43 di Alex Sandro, che insieme si cercano 23 volte, non bastano a invertire la storia di una partita che vede l'Ajax portare cinque contrasti in più, completare il triplo dei disimpegni e vincere dodici duelli aerei in zona di difesa contro uno (di Rugani).

Juve, c'è De Sciglio

C'è Bonucci nel 4-3-3 di Allegri che responsabilizza Rugani e De Sciglio, preferito a Cancelo anche per l'indurimento muscolare che ha impedito a Douglas Costa di andare in panchina. Bonucci torna a giocare sul centro-destra nel quartetto difensivo della Juve: è il lato da cui parte Tadic, che parte largo ma taglia dentro da trequartista o seconda punta. E' a lui, poi, che la Juve affida l'uscita bassa del pallone, con Pjanic chiamato a ribaltare velocemente il gioco e superare le prime due linee di pressing dell'Ajax.

Dybala, chiamato alla prova d'autore, si allarga a sinistra per combinare con Matuidi, spesso molto aperto a centrocampo. La spinta di Alex Sandro e i movimenti a pendolo di Emre Can, che si abbassa a ricevere dalla difesa e si inserisce senza palla, portano l'Ajax a non scoprirsi più di tanto in avvio. Si fa male alla caviglia Mazraoui, entra Sinkgraven: tatticamente cambia poco. Ma in termini di presenza scenica la differenza si sente, il nuovo entrato ha giocato solo tre spezzoni di partita negli ultimi due mesi, il mismatch con Bernardeschi nel corridoio interno diventa una fonte di vantaggio competitivo per una Juve che pressa a tutto campo.

L'Ajax si specchia e si distrae, sblocca CR7

Si gioca a ritmo elevato, Blind (12 passaggi completati nel primo quarto di partita) e un Neres molto chiuso verso il centro cercano l'imbucata in mezzo ma la Juve chiude le linee di passaggio in mezzo. Tadic, centravanti di movimento da 32 gol in stagione finora, svuota l'area e aumenta la densità di presenza degli olandesi a cavallo della trequarti alle spalle del centrocampo bianconero. Così la qualità dell'Ajax nel trovare il corridoio per l'extra pass in area di rigore finisce per mettere in pericolo la Juve nella prima occasione in cui la squadra di Allegri ha preferito il presidio delle linee di passaggio alla decisione nelle uscite in contrasto sull'uomo. L'immediata reazione, tiro da fuori parato di Dybala, nasce da un corner su cui Bonucci non si coordina ma l'Ajax paga la maggiore presenza fisica dei bianconeri che sfruttano nell'occasione una seconda palla, una respinta corta, per portare la Joya al tiro senza marcatura.

Alla seconda occasione, quel buco al centro nella marcatura degli olandesi su corner lo riempie Cristiano Ronaldo che stappa la partita con il thrilling per il controllo VAR per un presunto contatto tra Bonucci e Veltman, che però è disturbato da De Ligt: vanno in due sul difensore, CR7 ringrazia.

Quanto conta l'equilibrio

Allegri, che protesta con ten Haag colpevole a suo dire di aver invocato il VAR con eccessivo vigore, chiede a Pjanic di rimanere più alto del solito: non a caso il bosniaco è recordman per passaggi nella trequarti offensiva nella prima mezz'ora di partita. Il VAR interviene anche sul pareggio immediato di van de Beek che trasforma un tiro sbagliato nel gol dell'1-1, complice una difesa non allineata perché Bernardeschi, dopo aver respinto il primo cross della sua partita, rimane sganciato e non sale con i compagni.

Come si integrano Pjanic e Emre Can nella prima mezz’ora
in foto: Come si integrano Pjanic e Emre Can nella prima mezz’ora

Dybala si muove molto ma produce poco

L'Ajax lascia spazi alle spalle di Schone e De Jong che nel finale di tempo provano ad esplorare Emre Can e Dybala, che cerca di aprire spazi cruciali anche se non sempre la misura dei passaggi e i tempi degli inserimenti si rivelano all'altezza delle intenzioni. Ma si fa male e non rientra in campo per il secondo tempo.

Dybala e Tadic a tutto campo nel primo tempo
in foto: Dybala e Tadic a tutto campo nel primo tempo

A fine primo tempo, l'Ajax ha più passaggi totali (156 a 139), la Juve 20 in più nella trequarti offensiva (49 a 29), in gran parte per merito di Alex Sandro (7) e Pjanic (13) che appoggiano sette volte a testa per Cristiano Ronaldo. Il bosniaco crea tre delle sette occasioni bianconere nel primo tempo e traccia due cross. Emre Can, che gioca a tutto campo, vince due contrasti di testa in attacco, ma De Ligt e Blind riescono comunque a completare undici disimpegni.

Kean per Dybala, cambia l'attacco della Juve

L'ingresso di Kean per Dybala altera le dinamiche dell'attacco bianconero. Ronaldo rimane centrale mentre la Juventus muove palla indietro. Sfida Blind a rompere la linea per andare a difendere in avanti, Bernardeschi e Matuidi si aprono a ventaglio e il teorico rombo di centrocampo si distende in un 4-4-2 più lineare. Ma l'Ajax toglie punti di riferimento fra le linee quando il centravanti Tadic arretra sulla trequarti e la difesa di Allegri va un po' in apprensione dentro l'area nella ridefinizione dei blocchi. La gran parata di Szczesny che tiene in partita la Juve sul destro di Ziyech è un segnale d'allarme. Il nuovo modulo porta i terzini bianconeri a stringere la linea difensiva e sul cambio di gioco, con uno scivolamento non rapidissimo, l'Ajax ha liberato due uomini dal lato destro dell'attacco.

Ziyech e Neres dominano gli spazi alle spalle del centrocampo della Juventus
in foto: Ziyech e Neres dominano gli spazi alle spalle del centrocampo della Juventus

La Juve soffre, De Ligt punisce

L'assenza di un uomo a protezione della difesa , la maggiore libertà che l'Ajax riesce a prendersi nella costruzione dell'azione per fare poi densità fra le linee fa la differenza. Perché la Juve non aggredisce in tempo i portatori di palla avversari, gli olandesi prendono il controllo dei corridoi interni e portano tanti uomini liberi a ridosso dell'area. E la posizione necessariamente più aperta di Matuidi toglie un po' di riferimenti nelle transizioni negative. Sempre da un cambio di gioco da sinistra l'Ajax taglia la difesa , Alex Sandro è inevitabilmente fuori posizione su Tadic, notevole la diagonale di Pjanic che in scivolata spezza il cross prima che ci arrivi Ziyech.

Le fasce diventano il lato debole della Juve, Allegri rinforza la spinta a destra con Cancelo, che sbaglia però il primo pallone in uscita, per De Sciglio. Gioca decisamente meglio l'Ajax ma la ricerca del bello stile e del passaggio in più in area salva i bianconeri. Allegri chiede di passare a tre con Emre Can difensore aggiunto, ma prima del cambio di configurazione De Ligt va in terzo tempo da calcio d'angolo bruciando Alex Sandro e Rugani.

Nei primi 70 minuti parità sostanziale nei passaggi. La Juve avvia l’azione più al centro e fatica ad entrare in area, più arioso l’Ajax
in foto: Nei primi 70 minuti parità sostanziale nei passaggi. La Juve avvia l’azione più al centro e fatica ad entrare in area, più arioso l’Ajax

La partita si incanala nella miglior direzione possibile per gli olandesi che sfruttano meglio l'ampiezza, la superiorità numerica nei corridoi interni, e si illudono sul gran destro a giro di Ziyech: il fuorigioco cancella il 3-1. Bentancur entra per Bernardeschi, un cambio forse tardivo. Per l'Ajax diventa più facile coprire le linee di passaggio, van de Beek ha comunque energie per seguire a tutto campo Pjanic fin dentro la sua area. E' il segno di una superiorità diventata davvero totale nel secondo tempo. L'Ajax domina e passa con pieno merito.