La Nazionale italiana piomba nel caos: dopo l'ennesimo strappo tra il commissario tecnico Antonio Conte ed i club di Serie A per la mancata decisione sulla data della finale di Coppa Italia 2015/2016, seguito a quello relativo all'annullamento dello stage di febbraio, adesso è il presidente federale Carlo Tavecchio ad essersi arrabbiato, tanto da convocare a Roma il c.t. salentino per un chiarimento e, probabilmente, anche per valutare la disponibilità di Conte a restare sulla panchina Azzurra.

Il calendario della Nazionale è, da sempre, costretto ad incastrarsi tra quello dei club sempre più fitto di impegni: Serie A, Coppa Italia, coppe europee, supercoppe varie, tornei estivi e natalizi in altri continenti e così via. Inevitabile, dunque, che i club vedano gli stage della Nazionale se non come un fastidio, quantomeno ad una formalità a cui si può rinunciare senza problemi di sorta. Diverso, ovviamente, il pensiero di Antonio Conte: alla prima esperienza sulla panchina di una nazionale, per di più bisognosa di una ricostruzione radicale dopo il fallimento al Mondiale in Brasile, è probabile che il tecnico salentino si aspettasse, se non i ponti d'oro, almeno la piena disponibilità di tutti.

Ma così non è stato, ed adesso la frattura inizia a farsi insanabile. Il colloquio richiesto da Tavecchio con Conte, come riporta la Gazzetta dello Sport, dovrà fare chiarezza sui motivi che hanno portato dall'entusiasmo generale della scorsa estate alla nomina del c.t. azzurro alla quasi freddezza attuale. E non è detto che possa tornare tutto rose e fiori come prima: i risultati dell'Italia non sono stati brillanti. Smaltita l'euforia generale per aver battuto l'Olanda, terza al Mondiale in Brasile 2014, in una gara comunque non ufficiale, l'Italia ha poi alternato vittorie risicate contro nazionali tutt'altro che irresistibili a prestazioni piuttosto deludenti contro avversarie il cui tasso tecnico è, salvo pochi singoli, comunque inferiore a quello azzurro. Nel dettaglio: 2-0 all'Olanda (amichevole) ed alla Norvegia (qual. Euro 2016), 2-1 all'Azerbaigian (qual. Euro 2016), 1-0 a Malta (qual. Euro 2016), 1-1 contro la Croazia (qual. Euro 2016) ed 1-0 all'Albania (amichevole).

Davvero poco, soprattutto sul piano del gioco: nazionale che è apparsa spenta e sottotono, pur con tutte le attenuanti del caso, come ad esempio il gran numero di partite disputate dai calciatori, la poca intesa tra giocatori freschi di convocazione, e così via. Senza contare che non a tutti è piaciuto l'idea di "sondare" qualche calciatore per il cambio di nazionalità: Vazquez e Dybala, argentini purosangue, hanno giurato fedeltà all'Albiceleste, ma la scelta di pensare a loro piuttosto che valorizzare (come fatto all'inizio della gestione Conte) i talenti italiani (Pellé su tutti) ha fatto storcere il naso a più di una persona. Insomma, in casa Italia è già tempo di fare il bilancio: l'idea del rilancio della Nazionale per ora è praticamente congelata. Spetterà a Conte trovare il modo di riaccendere gli entusiasmi, ed a Tavecchio quello di ricucire uno strappo tra c.t. e squadre di club che appare giorno dopo giorno sempre più insanabile.

In attesa dell'incontro tra Tavecchio e Conte, anche Claudio Lotito è sceso in campo per commentare l'eventuale addio del tecnico salentino: "Conte è stato coraggioso a sedersi sulla panchina azzurra e per retribuirlo è stato adottato un sistema mai usato in passato, cioè attraverso gli sponsor – ha dichiarato il presidente della Lazio, ai microfoni di Fox Sports – Comunque lui ha un contratto con la federazione, valgono o non valgono i contratti? Il commissario tecnico ha messo in evidenza delle criticità e chiesto l'inserimento degli stage, ma Roma e Juventus non erano d'accordo. Dobbiamo tenerne conto, come dobbiamo guardare a ciò che succede anche negli altri campionati".