Per la Nazionale di Roberto Mancini, attesa dall'impegno con la Grecia, è stata una vigilia particolarmente emozionante. Prima di trasferirsi allo stadio Olimpico per la rifinitura e abbracciare Sinisa Mihajlovic, gli Azzurri hanno infatti incontrato i piccoli pazienti malati di tumore del Bambin Gesù di Roma. Nelle due ore trascorse in ospedale, in compagnia del commissario tecnico, del presidente Gabriele Gravina e di Gianluca Vialli, Bonucci e compagni hanno così portato un piccolo sorriso sul volto dei bambini ricoverati grazie a foto, autografi e ad alcuni momenti di gioco e divertimento.

A prendere parte al lungo giro nei 30 reparti della clinica romana anche Francesco Acerbi: particolarmente coinvolto dallo stato di salute dei piccoli pazienti del Bambin Gesù. Il difensore della Lazio, che in passato ha dovuto lottare per ben due volte contro un tumore al testicolo sinistro, si è anche lui intrattenuto con i bambini ed è stato il giocatore che più di ogni altro si è fermato nei reparti finendo per lasciare la struttura per ultimo, dopo che gli altri suoi compagni erano già pronti per tornare verso lo stadio.

Il grande cuore di Acerbi

"Francesco dobbiamo andare, è tardi, sono già tutti sulle navette". Avvisato del ritardo e dell'imminente partenza della truppa azzurra, il difensore biancoceleste ha però risposto con decisione: "Non mi importa, possono anche andare, io prendo un taxi, ma finché non finisco il giro non me ne vado". Un episodio che è stato rivelato da Alessandro Iapino: responsabile dell'Ufficio Stampa e del Coordinamento Editoriale dell'ospedale romano. Insieme a Francesco Acerbi, che si è anche successivamente fermato con alcuni tifosi all'esterno dell'ospedale, anche Cristante e Zaniolo si sono soffermati più degli altri a salutare i bambini.