In principio furono i condizionatori. Comincia da qui, da un negozio di Nanchino che ha aperto nel 1990 col fratello Gunping, la scalata di Zhang Jindong, 28mo uomo più ricco di Cina con un patrimonio di 4 miliardi di dollari e, secondo quanto rivelato da Sky Sport, sempre più vicino ad acquisire la maggioranza dell'Inter. Jindong è proprietario del colosso Suning, fra le prime tre aziende cinesi non di proprietà dello Stato.

Suning Group – Il piccolo negozio è diventato un colosso da oltre 15 miliardi di fatturato con 13 mila dipendendi e 1700 negozi fra Cina, Giappone, Hong Kong e Shanghai. “I prodotti che oggi sono di uso comune” spiegava in un'intervista al Telegraph del 2009, “erano beni di lusso nel 1990. La Cina offre delle enormi opportunità” sottolineava, analizzando come ogni anno 30 milioni di persone, una popolazione superiore a quella dell'Australia, si muova ogni anno dalle campagne verso le città, e fa così crescere costantemente la domanda di device elettronici. E il gruppo Suning, che da solo controlla il 20% del mercato cinese di settore e nel 2013 è sbarcato, prima azienda straniera, nella Silicon Valley, è ormai un punto di riferimento. Anche grazie ai contatti politici a Pechino di Jindong, che fa parte della Conferenza politica consultiva del popolo cinese, la massima istituzione cinese con funzioni consultive, composta da delegati provenienti da una vasta gamma di organizzazioni e partiti anche in rappresentanza di Hong Kong, Macao e Taiwan. È una potenza che ha attirato anche Alibaba. Il colosso del commercio elettronico, infatti, ha investito 4,6 miliardi di dollari per rilevarne il 20%, mentre Suning ha acquistato l’1,1% di Alibaba per 2,28 miliardi di dollari.

Suning Smart City – Ma la tecnologia non è l'unico settore di interesse della holding. Gunping, per esempio, ora si dedica alla divisione “Real Estate”, ai progetti edilizi. Il più visionario rimane Suning Smart City, una città nella città di oltre 2 milioni di metri quadri con dieci grattacieli a scopo commerciale. Per illustrarlo al mondo, nell'ambito della visita di Stato negli Usa dello scorso ottobre, Times Square si è trasformata in un immenso palco circondato, al posto delle quinte, da poster giganti: “Sogni della Cina, cuore del mondo – Suning Smart City vi invita a costruire un futuro migliore”. Tradotto: il gruppo cerca partner internazionali per realizzare il mega-progetto ec-sostenibile e promuovere la globalizzazione dell'industria cinese.

La strada del calcio – Jindong partecipa anche del piano del presidente Xi Jinping per arrivare ad ospitare i Mondiali del 2030 con una nazionale finalmente competitiva ad alto livello. Due le linee guida del presidente: un piano decennale per la costruzione di 50mila campi riservati alle scuole e la formazione di 15mila nuovi calciatori, e l'abbattimento della pressione fiscale per convincere le grandi aziende a investire nel calcio. I soldi, come dimostrano la scalata di Wanda a Infront o l'acquisto di quote di minoranza dell'Atletico Madrid e del Manchester City, non mancano. La Super League cinese nella sessione invernale di mercato ha speso 290 milioni, anche più della Premier League. Jindong si è inserito nel settore grazie la Suning Cultural and Entertainment Industries attraverso cui gestisce una piattaforma cross-mediale di PPTV, la tv in streaming peer-to-peer, e ha acquistato per cinque anni i diritti esclusivi di trasmissione della Liga spagnola in Cina per cinque anni. “L'esperienza dell'intrattenimento sportivo” ha detto, “come assistere alle partite del nostro campionato professionistico, dovrebbe essere considerata da parte dell'industria dello sport come un bene intangibile. La qualità di questo tipo di prodotto dipende non solo dal livello della competizione, ma anche dalle esperienze e dai servizi di catering nell'impianto, dal merchandising del club, dalla programmazione tv. E su questo dovremmo migliorare per aumentare i ricavi e far crescere il potenziale del settore sportivo”.

Il Jiangsu – Dalle parole, Jindong è passato ai fatti. Il 21 dicembre 2015 ha rilevato il Jiangsu Sainty, una delle squadre fondatrici della prima lega professionistica cinese, la Jia-A League nel 1994, per 83 milioni di dollari. Ha rilevato un club senza grandi risultati, a parte il secondo posto nel 2012, gli ha cambiato nome in Jiangsu Suning, e identità. A gennaio ha cercato di acquistare Luiz Adriano dal Milan e Guarin dall’Inter, e ha ingaggiato Alex Teixeira dallo Shakhtar Donetsk per 50 milioni e Ramires dal Chelsea per 28. Ha offerto 7 milioni per il portiere Gu Chao, e si è affidato in panchina a Dan Petrescu. Di recente, ha anche stipulato un accordo con il produttore di smartphone Nubia che ha offerto 21 milioni di euro per comparire sulle maglie della squadra: una cifra superiore a quanto investito dagli shirt sponsor della Juvemtus, del Milan o della stessa Inter. L'obiettivo, dopo la conquista della Coppa e della Supercoppa nazionale l'anno scorso, è di consolidarsi presto anche come potenza asiatica. Ma in Champions League asiatica non hanno raggiunto la fase a eliminazione diretta: finiti dietro lo Jeonbuk Hyunday Motors e l'FC Tokyo, hanno mancato la qualificazione per un punto nel gruppo E. E in campionato le cose non vanno tanto meglio. Dopo il pareggio con lo Shijiazhuang e la sconfitta in casa del Tianjin Teda, in campionato è arrivata la terza partita senza vittoria, un pareggio interno per 1-1 contro l’Hangzhou Greentown. La vittoria è sfumata solo a 2 minuti dalla fine al Nanjing Olympic Sports Center, un quarto d'ora dalla sede del primo negozio di Jindong in Ninghai Road, dpo la rete del bomber australiano Tim Cahill. Così, dopo undici giornate, lo Jiangsu Suning è solo terzo, a sei punti dalla capolista Guangzhou.

Calcio e coesione sociale – L'Inter aveva già avuto a che fare con i vertici del Jiangsu all'epoca della trattativa per la cessione, poi non riuscita, di Guarin. Adesso Jindong è pronto a conquistare Milano e il mercato tricolore degli elettrodomestici. "Suning ha investito nel calcio per due ragioni" ha detto a Beijing News. "La prima è che il calcio vanta tantissimi appassionati, e Suning cerca sempre nuovi potenziali consumatori. La seconda è che lo sviluppo del calcio può migliorare la coesione sociale, si può considerare una responsabilità sociale. Vogliamo costruire in Europa una relazione forte con club e grandi giocatori".