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Inter smarrita, 4 punti in 4 giornate

La formazione nerazzurra è protagonista di un momento di crisi culminato col pareggio di Bergamo e una prestazione deludente. Dall’attacco che non segna alla critica di ‘Mancio’ ai calciatori, tutte le ragioni dell’andamento lento dell’Inter.
A cura di Marco Beltrami
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Dove è finita l’Inter compatta, cinica e “tosta” vista in campo per gran parte del girone d’andata? E’ la domanda che si pongono tifosi e addetti ai lavori, poche ore dopo il flop in casa dell’Atalanta. Un pareggio che ha permesso alla formazione di Roberto Mancini di raccogliere il 4° punto nelle ultime 4 uscite. Un rendimento tutt’altro che da scudetto per un’Inter scivolata al terzo posto, staccata da Juventus e Napoli (i nerazzurri in caso di vittoria della Fiorentina al Milan, diventerebbero addirittura quarti).

Tutto è iniziato con il ko interno contro la Lazio nell’ultimo match del 2015, passando poi per la vittoria ottenuta con il minimo sforzo contro l’Empoli, e la brutta sconfitta al Meazza contro il Sassuolo, prima del pareggio di Bergamo. Calo fisico e mentale da parte di una squadra che ha dimostrato di essere un po’ sulle gambe, senza riuscire a creare con continuità occasioni pericolose.

L'attacco non segna. Allo stadio Atleti Azzurri d’Italia, il gol è arrivato per un’autorete di Toloi, al termine di un match in cui Icardi e la squadra non si sono di fatto mai resi pericolosi. Mancini pur essendo ottimista sul futuro, non ha potuto fare a meno di evidenziare che molti dei suoi devono dare di più.

La critica di ‘Mancio' ai calciatori. Un segnale che forse anche nello spogliatoio qualcosa si è incrinato. Basti pensare ai rapporti tra Mancini e Jovetic, rovinati dal botta e risposta nell'intervallo durante la sfida contro la Lazio. Il giocatore montenegrino dopo un grande avvio, si è perso per strada, non riuscendo a trovare l'intesa giusta con Mauro Icardi che dal canto suo lamenta i pochi palloni giocabili.

Kondgobia, dove sei? Strada mai trovata invece per esempio da quel Kondogbia fiore all’occhiello dell’ultimo mercato estivo, scolastico e mai decisivo. Se dunque l’Inter riusciva a vincere le partite con il minimo scarto, adesso dovrà dimostrare di avere carattere e uscire dalla crisi.

Mercato e sospetti. Senza farsi distrarre anche dalle costanti voci di mercato relativi ai possibili addii di Ranocchia e Guarin, tanto per citarne due, e agli innesti in entrata. Lavezzi ed Eder sono i due nomi caldi, a conferma di un reparto offensivo che finora ha deluso le aspettative. Fortunatamente Mancini può contare su Samir Handanovic, e su un reparto arretrato tra i più competitivi d'Europa, nonostante un Murillo in calo di rendimento.

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