Inter, Moratti sull’esonero di Benitez: ho pensato di mandarlo via, poi ha prevalso la saggezza

Non si nasconde dietro un dito, Massimo Moratti nel raccontare il suo rapporto con Rafa Benitez, l'uomo del dopo Mourinho che in Italia ha vissuto in pochi mesi onori e timori. Non era facile salire in cattedra dopo che lo Special One aveva insegnato a vincere ad una società che non saliva sul tetto d'Europa da più di 40 anni e che mai nella sua storia aveva ottenuto il ‘triplete'. Ma Benitez ha accettato in estate un compito arduo forte della sua profesionalità, esperienza e calma che oggi, Massimo Moratti ammette siano state le armi vincenti dello spagnolo.
Il rapporto tra Inter e Benitez si era incrinato e la partita contro il Seongnam era di evidente importanza in tal senso. Benitez l'ha vinta, insieme alla squadra, l'allarme è rientrato ma non è finita qui. Non bastano 90 minuti contro dei semiconosciuti coreani a cancellare mesi di difficoltà e incomprensioni. Serve ben altro, come una finale nel Mondiale per Club 2010 vinta e un gruppo ritrovato nelle proprie convinizioni.
Moratti ammette che oggi il cielo è più sereno ma ci sono stati momenti in cui si stava scatenando il temporale: "Ho pensato anche all'esonero. E' corretto dirlo – sottolinea il presidente nerazzurro – ma davanti alle difficoltà e a questo pericolo Benitez non si è dimostrato una persona nervosa, ha avuto un altro tipo di reazione. La sua reazione è stata la concentrazione, la professionalità, l'esperienza. Ha preso in mano una situazione oggettivamente non facile, per quello che leggeva sulla stampa, anche per alcune mie dichiarazioni, per quello che sostenevano gli stessi tifosi dell'Inter. Ha saputo riprendere in mano la situazione molto bene, con serietà, calma e, appunto, esperienza. Mi sembra che, anche a livello di preparazione psicologica, abbia fatto un buon lavoro: ripeto, per tanti motivi, la partita di ieri era delicata".
La stampa, i media, l'opinione pubblica ha cavalcato la crisi, a volte ingigantendola, ma pur sempre raccontando la verità dei fatti. Anche Moratti è d'accordo: "Era anche abbastanza tautologico. Questo, per noi, non è stato un periodo facile. Naturalmente, e giustamente, ognuno difende il proprio lavoro. Il mio, per esempio, era quello di essere saggio, e non era un lavoro facile. Essere saggio per capire che questa era la squadra giusta per mantenere un certo tipo di livello, costruito durante le ultime stagioni vincenti. Quindi, era abbastanza naturale che non potessimo essere soddisfatti davanti a una caduta di questo genere, ma al tempo stesso era fondamentale capire e studiare i perché e, quindi, capire se c'erano le possibilità per andare avanti. Questa situazione si è creata, quello che avete scritto non era errato, però Benitez ha saputo esprimersi bene, soprattutto riprendere in mano la situazione. Che, ripeto, non era semplice".