Per spiegare a quei pochi che ancora non sanno cosa vuol dire giocare un derby a Milano, basterebbe convocare Beppe Bergomi e Paolo Maldini: due ex campioni che, insieme, hanno totalizzato cento presenze nella stracittadina milanese. In occasione del secondo scontro cinese della storia dei due club (il primo finì con un rocambolesco 2-2), sono proprio scesi in campo i due indimenticati ex capitani di Inter e Milan.

In attesa del fischio d'inizio dell'ennesimo derby da record (San Siro esaurito con oltre 78 mila tifosi e nuovo incasso record della Serie A con oltre 4.5 milioni di euro), le due bandiere sono così tornate a sventolare dalle pagine di due quotidiani.

Bergomi lancia Perisic.

Intervistato da Tuttosport, lo zio di tutti i tifosi nerazzurri ha così analizzato la partitissima di San Siro: "L'Inter arriva meglio alla partita. Ha una classifica migliore, ha vissuto due settimane lontano dalle polemiche, in questo momento ha una solidità e una tenuta mentale più forti, nonostante il gioco in diverse partite non sia stato all'altezza. Il Milan è in costruzione e onestamente pensavo fosse più avanti in questo processo. Penso che per il momento di difficoltà che attraversa Montella giocherà più accorto, lasciando fare la partita all'amico Spalletti e credo che molto del derby passerà dalla prova di Perisic".

Maldini chiede pazienza.

"L'Inter ha avuto risultati, ma poco gioco. Il Milan non ha avuto risultati, se non con delle squadre piccole – gli ha fatto eco Maldini, dalle colonne del Corriere dello Sport – Quindi a livello psicologico l'Inter è avvantaggiata, una sua vittoria non dico che potrebbe estromettere il Milan dalla corsa alla Champions League, ma diventerebbero 10 i punti di distacco tra i nerazzurri e i rossoneri in classifica. Quest'anno il Milan ha comprato 11 giocatori nuovi e serve tempo per comporre una squadra vera.

La lotta scudetto? Il Napoli potrebbe diventare favorito, perché sta giocando veramente un calcio spettacolare. Non dimentichiamoci però che gioca in Champions League ed è meno abituato della Juventus a due grandi competizioni contemporanee, alla fine questo può favorire i bianconeri".