Dopo la vittoria di misura sul Napoli, è arrivata anche quella contro l'Empoli per l'Inter che chiude il 2018 nel migliore dei modi. Appuntamento ora al 19 gennaio per il match contro il Sassuolo in un San Siro che si preannuncia silenzioso dopo la decisione del giudice sportivo che ha punito l'Inter con due gare a porte chiuse e una terza con il "2° anello verde privo di spettatori". Sul provvedimento, arrivato dopo gli ululati razzisti a Kalidou Koulibaly nell'ultima partita casalinga, si è espresso l'amministratore delegato dei nerazzurri Beppe Marotta.

Marotta e il momento nero del calcio italiano, giusto non fermare la Serie A

Beppe Marotta è intervenuto ai microfoni di Sky prima di Empoli-Inter, decisa da un gol pesantissimo di Keita. Impossibile non parlare di quanto accaduto in occasione del confronto con il Napoli, sia per gli scontri tra tifosi, con la morte di Daniele Belardinelli, sia per gli ululati razzisti a Koulibaly. L'ex Juventus ha analizzato così il momento nero del calcio italiano, dimostrando di aver gradito la scelta di non fermare il campionato: "E’ stata una settimana che deve portare a grandi riflessioni sui comportamenti razzisti, al di là della tragica morte del tifoso. Il mondo del calcio non va demonizzato, bisogna riflettere sul disagio sociale. Oggi si ricomincia accantonando quanto accaduto e aspettando i tavoli di discussione per provare a debellare il fenomeno. Fermare il campionato sarebbe stato azzardato".

L'Inter non farà ricorso per il provvedimento del Giudice sportivo

Il neoamministratore delegato dell'Inter Marotta ha detto la sua anche sul provvedimento del giudice sportivo che ha punito la società con due gare a porte chiuse e una terza con il "2° anello verde privo di spettatori". Non ci sarà alcun ricorso, ma il club milanese vuole vederci chiaro per evitare anche che determinati provvedimenti puniscano in maniera eccessiva la società: "Noi vogliamo esaminare il dispositivo che porta alla sentenza del giudice sportivo, ma non faremo appello, pur rendendoci conto che questa decisione penalizza gran parte dei tifosi che non c’entra nulla. Bisogna discutere per evitare di penalizzare chi si comporta in modo corretto e lo dico da dirigente federale"