A pochi giorni dal capodanno cinese, nel quartier generale di Nanchino della Suning c'è poca voglia di festeggiare. A rovinare la festa a Zhang Jindong, presidente dell'Inter e dello Jiangsu, è ancora una volta la decisione del governo cinese: deciso a mettere un freno a tutti quegli investimenti dedicati all'estero e a determinati settori. Nell'elenco che lo scorso 31 gennaio la Commissione nazionale cinese ha diramato, ci sarebbe infatti anche quello dei club sportivi: colpiti come il real estate, l'alberghiero e vari settori dell'entertainment.

In parole povere, le imprese locali subiranno delle limitazioni per i loro investimenti al di fuori della Cina (e in quei settori) per l'anno 2018. Il tutto per cercare di limitare, secondo le istituzioni cinesi, le eventuali fughe di capitali all'estero.

Inter e Milan sulla stessa barca

Un problema non da poco per l'Inter, che ha colpito anche gli stessi cugini del Milan sin dal famoso closing: concluso attraverso il finanziamento di Elliott, proprio perché molti investitori hanno lasciato solo Yonghong Li. Secondo un funzionario della Commissione, tale elenco sarà operativo a tutti gli effetti a partire dal primo marzo anche se molti investimenti oltre confine, fatti nei mesi scorsi, sarebbero già stati messi sotto osservazione.

Come riportato da "Calcio e Finanza", tali investimenti all'estero sono dunque calati del 29,4% proprio dopo la campagna dello stato cinese e tali limitazioni hanno già avuto effetto sui conti dell’Inter, come ha comunicato lo stesso club di Suning in uno dei documenti allegati all’emissione di bond dello scorso dicembre: "A partire dal 30 settembre 2017, 25 milioni di euro di ricavi che abbiamo rilevato nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2017 sotto il Naming Rights and Sponsorship Agreement non sono ancora stati pagati".