"Nella peggiore delle ipotesi il club andrà al Fondo Elliott". Però, il futuro del Milan non è nebuloso. Le parole dell'ad milanista, Fassone, nell'intervista concessa al tabloid ‘The Observer' disegnano scenari che lasciano interdetti nonostante lo sforzo da parte del dirigete di offrire spiegazioni rassicuranti su quanto accadrà nei prossimi mesi. Fino a ottobre prossimo, quando la società rossonera potrebbe – il condizionale è d'obbligo – ritrovarsi di nuovo al centro di una transazione economica.

fassone milan

Di chi sarà il Milan? Il futuro e il Fondo Elliott

Questa volta, però, non si tratterebbe di vendita ma presa di possesso da parte del creditore principale che fa proprio il bene (il Milan) per insolvenza del debitore. Stona un po' detta così, quasi riporta alla memoria le parole di Ilaria D'Amico sulle coperture finanziarie e i dubbi sollevati dal presidente della Roma, Pallotta, ma la fiducia espressa da Fassone è incoraggiante.

Stiamo già lavorando per rimborsare il fondo Elliott e lo faremo davvero presto, possibilmente all'inizio del 2018 – si legge nell'articolo del tabloid -. Il tasso di interesse che il Milan sta pagando sui 120 milioni è alto ovviamente, ma non tremendo.  Al 99% andremo avanti con Yonghong Li e speriamo che il nostro progetto abbia successo. Nel peggiore degli scenari, nel mese di ottobre del prossimo anno il proprietario del Milan sarà Elliott. Questo è davvero il peggiore dei casi ma, giusto per rassicurazione, il futuro del club non è nebuloso. Elliott è uno dei più grandi fondi di investimento nel mondo che potrebbe tenere il club o rivenderlo. Pagherebbero solo 300 milioni, un prezzo davvero basso, e potrebbero fare business, il loro lavoro.

Il ‘piano A' e il ‘piano B': vendere top player senza la Champions

Dopo la campagna investimenti effettuata, oltre ai capitali sborsati per l'operazione di acquisizione della società, diventa di vitale importanza che il club raggiunga la Champions League. Cosa accadrebbe in caso contrario? E' lo stesso Fassone a spiegarlo…

All'Uefa ho presentato un piano più conservativo – si legge su milannews.it – che mostra una progressione del club anche se non raggiungerà la Champions League in questa stagione. In quel caso, l'investimento sul mercato non potrebbe essere alto e dovremmo pensare anche di vendere uno dei nostri top player.