Lorenzo Insigne è pronto al rientro. Dopo l'infortunio muscolare di Salisburgo, che lo ha costretto a saltare le sfide con Roma ed Empoli e le due con la Nazionale, il capitano del Napoli è tornato disponibile non solo per la partita del San Paolo contro il Genoa, ma soprattutto per quella di Londra: "Sto meglio e quasi bene, ora decide Ancelotti – ha spiegato Insigne – E' chiaro che il mio pensiero sia quello di recuperare per la sfida con l'Arsenal in Europa League".

In attesa di poter nuovamente essere utile ai compagni, nell'intervista rilasciata al "Corriere dello Sport" Insigne ha toccato diversi temi. Tra questi il campionato e il suo futuro. "Quando non si vince, io ci sto male. Mi scoccia arrivare sempre secondo e non trovare tra le mani un trofeo da conquistare. E la cosa dà fastidio anche ai miei compagni di squadra, nonostante sappiamo che il Napoli sia fortissimo e meriterebbe delle vittorie di prestigio".

Le responsabilità del capitano

"Per un napoletano come me qui le pressioni sono maggiori rispetto ad altri calciatori perché la gente si aspetta di più. A volte le responsabilità costituiscono un energizzante, dunque hanno effetti positivi, ma ci sono anche momenti in cui possono essere controproducenti e quindi negative. Non siamo macchine, ricordiamocene, un periodo buio è inevitabile. Mi vedo con un'altra maglia? Adesso, mentre ne stiamo parlando, e più in generale ora, in questa fase, non ci penso neppure. Però so bene che magari in giro possa esserci qualcuno che mi stimi. Ma non esistono squadre, né interessamenti. Ho il dovere di pensare, senza essere immodesto, che in questi anni con il Napoli abbia dato qualche dimostrazione di ciò che so fare".

L'importanza di Raiola

"Ho scelto Raiola per andare via? Niente di tutto ciò e siete liberi di non crederci – ha spiegato – Ma ritengo che Mino, con Jorge Mendes, sia il più forte in circolazione e che rappresenti un’autorità in materia. Ma non c’è dietrologia. Finché starò qui io darò sempre il 110 per cento e qua voglio starci a lungo. So anche che ho ventotto anni e che possa capitare, in carriera, di ritrovarsi dinnanzi ad un’offerta, come dire, irrinunciabile. Questo sì, può succedere. La mia valutazione? Non ne ho la più pallida idea. A me il mercato sembra di nuovo impazzito ed eventualmente il prezzo lo fa il campo. E poi non sono affari miei: io devo giocare, segnare, divertire".

L'attacco a Gonzalo Higuain

Nella lunga intervista concessa al quotidiano romano, il capitano partenopeo si è tolto anche un sassolino dalla scarpa: "Gonzalo Higuain? Non mi è andato giù il suo modo di esultare (in occasione di Napoli-Juventus del dicembre 2017, ndr) – ha concluso l’attaccante napoletano – La Juventus fu una sua scelta, libero di prenderla, ci mancherebbe, però poi ci siamo incrociati altre volte e mai una volta, mai una dico, che sia venuto a salutarci nello spogliatoio, come pure sarebbe stato naturale fare. Vuol dire, allora, che ce l’aveva anche con noi, con i suoi ex compagni di squadra che lo hanno aiutato a segnare 36 gol in campionato".