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In Champions Moratti cambia l’Inter e Gasperini si adegua

Il patron è già deluso dalla squadra allenata dal nuovo tecnico. Nessun ultimatum ma un cambio deciso di direzione, imposto dalla società: difesa a quattro, Sneijder dietro le punte e Pazzini titolare. Al Trabzonspor il compito di verificarne i benefici.
A cura di Alessio Pediglieri
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L'Inter che si appresta ad affrontare il debutto stagionale in Champions League non sarà quella che Giampiero Gasperini – anch'egli alla sua ‘prima' assoluta nella competizione più importante d'Europa – aveva in mente il giorno dopo aver firmato il biennale con la società nerazzurra. Ma non sarà nemmeno quella che il presidente Massimo Moratti avrebbe voluto vedere in campo anche se, in questo senso, l'undici di questa sera ci andrà molto vicino.

IL PASSO FALSO DI PALERMO – La partenza in campionato non è stata eccellente: con il Palermo, il tecnico ha optato per alcuni cambi nella formazione iniziale per poi sviluppare altre idee e soluzioni a partita in corso. Maurito Zarate, ad esempio, ne è stato fulgida dimostrazione: gara durata poco più di 20 minuti, subito sotto la doccia e spazio al panchinaro Wesley Sneijder. Ad altri, però è andata non altrettanto bene: Ranocchia ha guardato la sconfitta dei suoi compagni dalla panchina, come Pazzini, accomodato a bordo campo per tutti i 90 minuti di gioco. Gasperini ha fatto altre scelte, puntando su Diego Milito (giustamente), su una difesa a tre (ingiustamente) e su un centrocampo innovativo (scelta opinabile). E' arrivata una sconfitta pesante, non nel risultato visto che il 4-3 finale dimostra una serie infinita di capovolgimenti di fronte, quanto nella sostanza, con l'Inter incapace di finalizzare, di produrre gioco, di reggere in difesa. Intendiamoci, il Palermo non ha rubato nulla e la premiata ditta Miccoli-Mangia-Pinilla ha ottimizzato quano di buono i nerazzurri hanno permesso sul rettangolo di gioco.

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CAMPANELLI, SIRENE E DIVIN CODINI – E' suonato così, un campanello d'allarme e la luce – già di colore giallo dopo lo scivolone di Pechino in Supercoppa con il Milan – è diventata rosso acceso. Una esagerazione? Forse, fatto sta che Massimo Moratti è ‘sceso in campo' dimostrando tutto il suo fastidio e disappunto per un inizio di stagione tutt'altro che rassicurante. Sotto accusa, al momento, non c'è nulla e nessuno eppure quelle parole del patron nerazzurro pronunciate a metà agosto ("Pazzini deve giocare, la difesa a tre va cambiata") e ribadite in queste ore, suonano oggi come un monito al tecnico, già sotto pressione. L'opinione pubblica vorrebbe da subito un ribaltone, molti si attendono lo scivolone europeo di questa sera contro i modesti turchi ripescati, per vedere cosa ci sia di vero dietro alle voci che già vorrebbero il Divin Codino, Roberto Baggio nuovo allenatore dell'Inter. A che titolo, poi, non si sa, esclusa la suggestione che il nome del Genio di Caldogno suscita ogni volta che viene pronunciato. Fatto sta che – stando ai fatti e non alle voci – l'Inter in Europa cambierà pelle: un po' per volontà della dirigenza e del tecnico, un po' per obbligo.

SI CAMBIA PER FORZA: FORLAN NON C’E’ – Sì, perchè dietro al fastidio di Moratti non dimentichiamoci che c'è anche il ‘caso' Forlan, escluso dalla Champions, l'uruguagio prelevato dall'Atletico Madrid e schierato nella lista di Coppa senza che potesse esservi inserito. Tanto che l'Uefa l'ha dovuto togliere in un secondo momento, facendo rimediare alla società una figura da provinciale e alla squadra un contraccolpo non da poco per non avere a disposizione chi avrebbe dovuto da subito fare la differenza. In tutto ciò, Gasperini non centra nulla e Moratti lo sa bene, ma il tecnico è atteso da 90 minuti che potrebbero decidere il suo futuro prossimo. Senza Forlan, l'attacco perde una pedina importante ma gli altri nomi sono tutti dei big: Pazzini, Zarate, Milito, Snejider, Coutinho. Gente che può sempre fare la differenza ma con un ‘però': il numero uno nerazzurro ha dato le sue preferenze sul ‘Pazzo' e sull'olandese. Che scenderanno in campo dal primo minuto.

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SI CAMBIA PER VOLONTA’: MORATTI COSI' HA DECISO – La ‘diversità' dell'Inter questa sera in Champions sarà però anche voluta: lo schema ‘gasperiniano' del 3-4-3 non sarà messo in campo optando per un più consolidato 4-3-1-2 dove si dovrebbero accontentare tutti, ottenendo – non elemento di second'ordine – anche un buon risultato. La probabile formazione dell'Inter anti Trabzonspor sarà diversa da quella vista domenica sera. Davanti a Julio Cesar – non impeccabile contro il Palermo – ci saranno in contemporanea Ranocchia, Lucio insieme a Jonathan e Nagatomo. Samuel, reduce da un lungo infortunio, siederà in panchina ma per ragioni di logica vista la prossima sfida in campionato contro la Roma. Il centrocampo sarà vecchia maniera con tutti i ‘senatori' sul campo: Cambiasso, Zanetti, Stankovic. Forse per quest'ultimo, tra i meno peggio in campionato, verrà risparmiato inizialmente per il possente Obi che alla Favorita ha dato segnali di qualità e quantità interessanti. Sneijder sarà libero e lieto di svariare tra le linee del centrocampo e dell'attacco, dove l'estro e l'istinto lo spingono a giocare. In avanti, Zarate e Pazzini. Milito, il Principe dei 100 gol in serie A, tirerà il fiato: le alternative ci sono e vanno sfruttate, senza dimenticare che uno sprazzo di gara potrebbe comunque giocarlo per confermare gli alti livelli visti domenica sera.

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PAZZA INTER: NON PERDERE LA TREBISONDA – Nessun ultimatum, dunque, ma un semplice bivio: se Gasperini dimostrerà di accettare i ‘suggerimenti' societari (e il cambio tattico ne è già una dimostrazione interessante) sarà un primo passo verso la stessa direzione: all'ex tecnico del Genoa non si concederà il tempo dato a Benitez un anno fa di questi tempi, ma c'è fiducia. Condizionata: anche dai risultati. Al debutto a San Siro contro il Trabzonspor (club di Trebisonda) non si ammetteranno errori. Gli avversari sono entrati in Champions grazie alla ‘Calciopoli turca' che ha coinvolto e condannato i campioni del Fenerbahce, fenomeni nell'aggiustare le partite. 31 arresti, esclusioni eccellenti, il Trabzonspor è uscito dall'Europa dalla porta principale (per mano del Benfica) per poi rientrare dalla finestra (il ripescaggio, come seconda in campionato). Non può essere considerato, comunque, un ‘problema': senza stelle e con la sola grande voglia di ben figurare, non è il principale pericolo nel girone neazzurro. Ma questo aspettiamo a dirlo dopo il fischio di fine gara: se il risultato fosse diverso da una vittoria nerazzurra, il club di Trebisonda entrerebbe di diritto nelle squadre chec in Europa hanno già mandato all'inferno l'Inter, dal Lugano al Valencia.

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