Il ricordo di quella maledetta serata di novembre è ancora nella testa di molti tifosi e anche in quella di Carlo Tavecchio. A poche ore dalla sconfitta contro il Portogallo in Nations League, che ha nuovamente sollevato dubbi sulla rosa di Roberto Mancini, l'ex presidente federale è tornato ad accusare Giampiero Ventura: l'unico e principale colpevole, secondo l'ex numero uno del calcio italiano, dell'apocalisse mondiale.

Dopo le accuse mosse negli ultimi mesi verso l'ex commissario tecnico, Carlo Tavecchio ha infatti rincarato la dose tornando sull'assenza di Lorenzo Insigne nel match decisivo al Meazza: "Ventura aveva problemi a schierare Insigne – ha spiegato l'ex presidente della Figc a Radio Kiss Kiss Napoli – Sono i fatti a dimostrarlo. Nella sfida contro la Svezia a San Siro c'erano 30 mila napoletani a Milano. Non so se furono i giocatori della Juventus a volere la sua esclusione, ma come si faceva a non farlo giocare?".

Tavecchio e Marotta

"Io sono quello che ha meno responsabilità e mi sono dimesso perché nessuno lo ha fatto". Lontano dall'assumersi responsabilità e dal fare autocritica, l'uomo più discusso degli ultimi anni è dunque tornato a picconare il mondo del calcio e a gettar fango sul capro espiatorio Ventura: un nuovo attacco che potrebbe anche generare l'ennesima risposta piccata del settantenne allenatore genovese.

Nella lunga intervista rilasciata all'emittente napoletana, dopo aver detto la sua su Beppe Marotta possibile nuovo presidente ("Viene dal professionismo, da uno dei club più importanti d'Europa. Credo sia idoneo, ma si rischia di dare troppo potere alla Juventus"), Carlo Tavecchio ha infine commentato l'ultima uscita azzurra a Lisbona: "In Portogallo si giocava per i tre punti e l'agonismo doveva essere massimo. Ora rischiamo di retrocedere ancora di più nel ranking".