Chi è il ragazzino al quale Francesco Totti ha consegnato la fascia di capitano nel giorno del suo addio al calcio e alla Roma? Si chiama Mattia Almaviva, ha una decina d'anni (classe 2006) gioca nel settore giovanile giallorosso (categoria Pulcini) ed è il più giovane a ricevere una sorta d'investitura ufficiale da parte ‘dell'ottavo Re di Roma'. Il tempo dirà se sarà lui il nuovo simbolo della Città Eterna. Adesso è presto, lasciatelo stare: è solo un ragazzino che ha ancora bisogno di divertirsi ma domenica sera è già entrato a far parte della storia del calcio romanista.

Accade tutto nel giro di pochi attimi. Il campione capitolino ha ancora gli occhi rossi per le lacrime e la commozione, è appena uscito dal sottopassaggio nel quale era rientrato al termine del match dopo il triplice fischio: torna sul rettangolo verde e davanti ai settantamila dell'Olimpico dopo aver preso il microfono e parlato  alla folla – leggendo una lettera di commiato bellissima – si avvicina al ‘giovanotto', accenna un sorriso e con atteggiamento paterno gli lega al braccio la fascia di capitano.

Un gesto di alto valore simbolico come a stabilire un ponte ideale tra il presente (che è già passato e scorre sui titoli di coda, scandito dagli applausi e dal magone) e il futuro tutto da scrivere: Totti appende gli scarpini al chiodo, chiude un capitolo della propria vita di uomo e calciatore, si prepara ad affrontare una nuova stagione della propria esistenza ("ho un po' paura, adesso ho bisogno di voi… non è come tirare un rigore"), consegna agli archivi 25 anni di carriera trascorsi sempre dalla stessa parte e con la stessa maglia, passa il testimone alle generazioni future. Suo figlio Cristian è lì, accanto a lui e assiste a tutta la scena.