Il Napoli si regala la punta centrale che mancava, con il tweet del presidente Aurelio De Laurentiis l'ingaggio diventa ufficiale. Un attaccante di peso da affiancare a Milik e da inserire a pieno regime nelle vorticose rotazioni campane. Che sanno di turnover di qualità per fronteggiare un calendario fitto di impegni. Il Napoli si regala una punta d’esperienza, con un palmares importante, con diverse sfide raccolte (e vinte, da Bilbao allo Swansea) e tanti gol in carriera (173). Un profilo, appunto, che risponde al nome di Fernando Javier Llorente Torres che sarà di grande aiuto per gli equilibri offensivi degli azzurri che, con lui, aggiungono tanto al pacchetto avanzato di Ancelotti abbandonando, in definitiva, ogni altra pista, quella per Icardi (o Diego Costa) compresa. E così, dal suo bagaglio di esperienze professionali, di cui una anche una in Italia con la Juventus, passando per il ruolo di vice-Milik fino alla sua enorme qualità in campo, ecco tutti i vantaggi dell’ingresso in squadra del nativo di Pamplona.

la carriera di Llorente dal 2009 ad oggi (whoscored.com)
in foto: la carriera di Llorente dal 2009 ad oggi (whoscored.com)

Esperienza internazionale al servizio della squadra, Llorente utile anche nello spogliatoio

Il Re Leone (questo il soprannome dello spagnolo), perfetto nel momento in cui nei cinema nostrani spopola il film di Jon Favreau, arriva a Napoli per aumentare la qualità media dell’attacco ma anche per garantire tanta esperienza alla squadra. Già, perché a 34 anni, con un mondiale e un campionato d’Europa vinto con la Roja alle spalle, 173 reti e 558 gare nei vari club di cui ha indossato la maglia, di cui 77 in contesti internazionali, Llorente è uno di quei calciatori in rosa capaci, forse solo con Callejon (32 anni), di leggere i momenti della stagione e della partita aiutando la squadra non solo in campo. Ma anche, appunto, nello spogliatoio. In uno spogliatoio storicamente aperto agli spagnoli e che proprio da un iberico, Pepe Reina, ha tratto tanto nel recente passato. Silenzioso, professionale, attento ai dettagli e uomo squadra, Llorente si presenta come utile tassello per la squadra anche in quelle situazioni, che in America chiamerebbero intangibles, cioè elementi non misurabili statisticamente, decisive, poi, per il buon esito di una stagione.

 

Accetta il ruolo di vice-Milik

Intangibles e atteggiamento professionale. Tanto da farsi amare da un implacabile sergente istruttore come Conte, tanto, da accettare, come nel caso del Tottenham, la panchina dietro a Harry Kane. Un destino, con i dovuti distinguo, che dovrebbe avere luogo anche all’ombra del Vesuvio con lo spagnolo chiamato a partire in seconda fila rispetto al polacco Milik. Ma senza nessuna polemica, anzi. Solo con la consapevolezza di poter dare una grossa mano al bomber ex Ajax, chiacchierato e criticato ormai da tempo nell’ambiente, per poi giocarsi le sue carte. A partita in corso, e quindi sfruttando la sua enorme fisicità, e pure nei frequenti ballottaggi di matrice ancelottiana. Dove in pochi, prima del match, sanno di dover giocare. Umiltà, passione e determinazione, al servizio dei compagni, e in particolare di Milik, a cui il classe ‘85 potrà dare enormi consigli.

Rapporto qualità-prezzo: al top fra i bomber in giro

Llorente, malgrado i suoi 34 anni, risulta essere una grandissima presa. Basti pensare alle sue doti, che lo hanno spesso condotto in nazionale nel momento di massimo splendore della Roja, e pure alle lunga fila di pretendenti, in questa sua folle estate, alla porta dei suoi agenti. Manchester United, Inter, Fiorentina, Lazio e Siviglia. Una lunga lista di ottimi club pronti ad accoglierlo e a sfruttare la favorevole congiuntura astrale: Llorente senza contratto e con un valore di mercato da 3.2 milioni di euro. Un valore in discesa, ma solo per i suoi 34 anni. Non certo per le sue qualità che, a oggi, restano molto preziose.

Caratteristiche tecniche: perfetto per il 4-2-3-1 di Ancelotti

Non a caso Llorente è una punta importantissima capace, specie nel prime, nel momento migliore della sua carriera, di giocarsi le sue carte in nazionale e porsi come valida alternativa ad un altro Fernando, Torres. L’ex Tottenham è un attaccante imponente, da 193 cm, fortissimo di testa, bravo nel contatto corpo a corpo ma anche abilissimo con i piedi. Anche perché durante la sua adolescenza brillava per tecnica e dribbling prima di crescere tanto in altezza. Eppure, malgrado un fisico da corazziere, Llorente resta agile negli spazi e pure fortissimo palla al piede. Tanto da saper dialogare al meglio con i compagni, e non solo con le sponde di testa, tanto da risultare perfetto per il sistema di gioco azzurro: il 4-2-3-1.