Come ha sempre detto Silvio Berlusconi, durante la sua esperienza alla guida del Milan, le bandiere non si comprano. E se Francesco Totti rimase così solo un sogno irrealizzabile per il Cavaliere, anche lo stesso Paolo Maldini (che della squadra di Berlusconi fu capitano e soprattutto bandiera) seguì lo stesso percorso del "Pupone" rimanendo fedele fino alla fine ai colori rossoneri, nonostante le diverse offerte che gli arrivarono nel corso della sua lunga e luminosa carriera.

Una di queste offerte, non arrivò mai a Paolo Maldini: quella del Manchester United dell'allora manager Alex Ferguson. A rivelare il curioso aneddoto, è stato proprio l'indimenticato tecnico dei Red Devils in un recente incontro avvenuto in Italia: "Provai a prenderlo, ne parlai con suo padre che però scosse soltanto la testa e rimase in silenzio. Poi aggiunse: ‘Mio nonno e mio padre erano del Milan, io sono del Milan, Paolo è del Milan, perciò scordatelo'".

La dinastia Maldini

"Il Milan di allora lottava per grandi traguardi, mica poteva permettersi di tenere vecchie glorie – ha aggiunto Ferguson – Se ha tenuto Maldini fino a oltre 40 anni è perché era un grande giocatore, sempre integro". Una curiosità che, in realtà, Sir Alex aveva già inserito nella sua autobiografia uscita nel 2013 che conteneva altre interessanti rivelazioni e che ovviamente riuscì piazzarsi in classifica insieme agli altri bestseller inglesi.

Ritornato a furor di popolo a Casa Milan, dopo la frattura con Galliani e il "no, grazie" al successivo amministratore delegato Fassone, Paolo Maldini continua dunque a lavorare con solo il rossonero nel cuore. Scelta diversa ha invece fatto il figlio Christian. Mentre Daniel è cresciuto nelle giovanili ed è tuttora nella squadra Primavera allenata da Giunti, il primogenito ha difatti deciso di lasciare Milanello nell'estate 2016 per giocare in un'altra squadra. Dopo cinque maglie diverse, nei giorni scorsi ha firmato con l'Alma Juventus Fano: club che milita in Serie C.