Il rapporto tra Cristiano Ronaldo e Sir Alex Ferguson è sempre stato meraviglioso sin da quanto lo ha portato al Manchester United nel 2003. L'asso di Funchal è diventato uno dei calciatori più forti del pianeta da quel momento ma deve molto al manager scozzese sia dal punto di vista calcistico che umano. E ogni volta che mette piede a Old Trafford è un po' come tornare a casa.

Cristiano Ronaldo è arrivato in Premier League a soli 18 anni, come erede di David Beckham, e ad Old Trafford si è trasformato da funambolo da fascia ad una macchina da goal. Sir Alex Ferguson per il fuoriclasse portoghese che dal Real Madrid è passato alla Juventus è un vero e proprio padre.

Ronaldo: Ferguson è un uomo incredibile

Durante un'intervista alla BBC utilizzata per un documentario del 2015 intitolato "Sir Alex Ferguson: Secret of Success", il portoghese ha raccontato un aneddoto che ben illustra la natura del rapporto tra i due ex Manchester United:

Nel 2005 mio padre era stato ricoverato a Londra e stava molto male. Era in coma. Parlai con Ferguson, raccontandogli il mio malessere. Eravamo in un momento decisivo del campionato e della Champions League, gli dissi di non sentirmi bene e di voler far visita a mio padre. Lui mi rispose: "Cristiano, se vuoi andare da lui un giorno, due giorni, una settimana, fallo. Sentiremo la tua mancanza, perché sai quanto sei importante per noi, ma il tuo papà viene prima di ogni cosa". Mi disse proprio così e io pensai che quell'uomo era incredibile.

Il rapporto tra Cr7 e il padre

Il papà del portoghese, José Dinis, è morto il 30 settembre 2006, a soli 57 anni, in seguito a problemi di alcol. Il padre del calciatore era ex giardiniere ed il rapporto tra CR7 e il genitore era molto forte ma nemmeno l’amore del figlio riuscì a convincere José a farsi curare.

CR7: È il mio padre calcistico

A fine gara CR7 ha ricevuto il premio "Man of the Match" dalle mani di un emozionato Sir Alex Ferguson nella finale di Cardiff contro la Juventus, lui che gli è rimasto sempre vicino, come un genitore, quando il padre biologico morì: "Ferguson ci invitava sempre tutti a pranzo, o per il tè. Stare con lui era come stare in famiglia. Lui è il mio padre calcistico".