Domenica 15 ottobre Milano si fermerà per il derby della Madonnina. Una sfida dal sapore speciale per l'attuale amministratore delegato del Milan Marco Fassone, che spera di prendersi una bella rivincita con il club in cui ha lavorato dal 2012 al 2015. Dopo un periodo di stop nello scorso aprile il dirigente si è legato al Milan rendendosi subito protagonista insieme al ds Mirabelli, di un mercato importante con investimenti superiori ai 200 milioni e la ciliegina della torta dell'acquisto di Bonucci.

L'Inter una bella donna disorganizzata, parola di Fassone.

Finora il rendimento dei rossoneri si è rivelato altalenante, motivo per cui una vittoria nel derby contro l'Inter potrebbe rappresentare una vera e propria svolta. Fassone, intervenuto ai microfoni del "Guerin Sportivo", ha così definito l'Inter, società per cui ha ricoperto l'incarico di direttore generale: "L’Inter… è l’Inter, una società che ha sempre avuto bisogno di un uomo forte in panchina da Mancini a Mourinho. Ha un’anima naif, come una bella donna un po’ disorganizzata, come l’ha definita Moratti. Ora ha trovato un uomo forte come Spalletti e sta andando bene".

Le esperienze a Napoli e Juventus.

Nel suo passato anche le esperienze prestigiose alla Juventus e al Napoli. Se per i bianconeri ha lavorato come direttore Marketing occupandosi poi della questione nuovo stadio, per De Laurentiis ha ricoperto l'incarico di direttore generale. Questo il punto suelle due esperienze: "La Juve è la società più strutturata e la più aziendale. Ci sono arrivato dall’industria alimentare e soprattutto per questo non è stato traumatico entrarci.

Da un club aziendale a uno padronale.

"Il Napoli è un club padronale perché ha un proprietario che decide e determina, ma è stato abile a calarsi nella realtà e a dotarsi di una struttura molto snella ed efficiente. Il club bianconero dopo avermi dato la gestione del marketing, mi ha affidato la responsabilità dei ricavi e poi del progetto della costruzione del nuovo stadio, un qualcosa che non era mai fatto da nessuno. De Laurentiis invece è stato il primo ad accordarmi la direzione generale di una società e quella è stata una parentesi formativa molto importante per me che non avevo mai avuto compiti nella parte sportiva. Senza il coraggio che ha avuto lui, adesso non sarei qui e senza dubbio le due stagioni al Napoli sono state fondamentali per arricchire il mio background".

O Vinco o perdo, la nuova esperienza di Fassone al Milan.

Difficile dire di no al Milan per Fassone che ha raccontato così la nuova sfida rossonera dove non ci sono margini di errore: "E' stata una somma di esperienze piuttosto variegate e probabilmente tutto questo è stato fondamentale per il mio arrivo al Milan. I nuovi proprietari cinesi volevano un italiano che avesse un’esperienza trasversale ed eccomi qua. Nelle altre società avevo sempre una ‘rete di protezione' perché, bene o male, c’erano altre persone che avevano l’ultima parola in un processo decisionale al quale partecipavo, ma che non determinavo fino in fondo. Qui al Milan invece la proprietà demanda tutto al management e quindi il compito di decidere spetta a me. Sono di fronte a una specie di ‘O vinco o perdo' che però è stimolante. Sono convinto che faremo bene anche perché ho una squadra di collaboratori di comprovata esperienza e bravura”.

Milan obbligato alla qualificazione in Champions.

Il Milan dunque come obiettivo minimo ha la qualificazione in Champions. Con l'accesso alla massima competizione continentale i conti sorriderebbero in chiave fair play finanziario. Fassone fa il punto della situazione così: "La Champions? Non andarci non sarebbe un dramma perché alla Uefa ho presentato anche nei piani che non prevedono la qualificazione alla Champions, ma avere 40 milioni di euro di fatturato in più sarebbe… positivo e ci consentirebbe di non dover pensare alla cessione di un giocatore".

Milan, discorso rimandato per lo scudetto.

Ma questo Milan può puntare allo scudetto. Fassone non vuole illudere i tifosi, con i rossoneri che avranno come obiettivo primario quello di rientrare tra i primi 4, in virtù della distanza da Juve e Napoli, a suo giudizio favorite: "Juventus e Napoli sono più forti delle altre e la nostra corsa per entrare nelle prime quattro la dobbiamo fare su Roma, Inter e Lazio. Quando si inizia un nuovo progetto sono consapevole che ci vuole tempo e non si vince al primo anno, ma cercheremo di dar fastidio a tanti. Vogliamo che i nostri giocatori mettano in campo tutte le energie e il sudore possibili, che diano insomma sempre il massimo per rispettare i tifosi e la storia di questo grande club. Il prossimo anno, poi, inseriremo altri 2-3 elementi nei ruoli che l’allenatore e Mirabelli riterranno più opportuni".