Ancora pochi giorni e l’appuntamento continentale giovanile dell’anno sta per ritornare. Due anni dopo il trionfo della Germania sulla Spagna, infatti, è quasi tempo di Europei Under 21. Stavolta, di scena fra l’Italia e San Marino. E stavolta sì, con gli azzurri favoriti anche se inseriti in un girone complicato con la Rojita, a quota quattro successi nella storia, il Belgio e la Polonia. Per una nazionale forte, fortissima e che, dalla cintola in su, propone il meglio del meglio del torneo tanto che l’asso sulla fascia Federico Chiesa, uno dei gioiellini del Ct Di Biagio, è il talento con la valutazione di mercato più alta della manifestazione a quota 60 milioni di euro. Insieme a Jovic del Real Madrid e a 10 milioni in più rispetto al terzo miglior elemento per market value, ovvero: Fabian Ruiz a 50, sonanti, milioni di euro. E così, a pochi giorni dal calcio d’inizio di questa 22esima edizione degli europei Under 21, ecco le squadre con maggior valore di mercato della pista con l’Italia, appunto, in primissima fila, con i favori del pronostico ma anche con tanta, tantissima pressione sulle spalle.

Italia prima, seguono Spagna e Francia. Germania e Inghilterra chiudono la top five

Come detto la nostra selezione avrà a disposizione una corazzata di altissimo livello con ben sei calciatori stabilmente nel giro della nazionale di Mancini e 23 ragazzi con già grande esperienza e chilometraggio in Serie A con un solo cadetto, il terzo portiere Montipò, in rosa. Basterebbe questo per spiegare ai non addetti ai lavori la forza del collettivo di Di Biagio che punta in alto: punta a riprendersi un primo posto, e dunque la qualificazione alla prossima olimpiade di Tokyo (si dovrebbero qualificare le prime quattro del torneo), che manca da 15 anni. Era il 2004 poi, nel mezzo, tante delusioni ed un solo secondo posto nel 2013.

Insomma, non si può proprio fallire specie perché dopo l’annuncio dei 23 che affronteranno la rassegna continentale, il conto dei milioni che dovrà gestire Di Biagio non sono pochi. Gli azzurrini, difatti, contano una formazione da 423.8 milioni di euro, ovvero: la seconda valutazione complessiva più alta fra tutte le dodici squadre partecipanti.

In scia, e a 8 milioni di euro di distanza dagli spagnoli del Ct De la Fuente a quota 431.3 con la gara inaugurale, appunto, quella fra Italia-Spagna come finale anticipata e match aristocratico per eccellenza: nove titoli complessivi, due compagini di tradizione e due roster, insieme, da 855.1 milioni di euro. Oltre un terzo dell’intera rassegna.

A seguire, altre tre nobili formazioni come la Francia, che vanta una selezione da 363 milioni di euro, arricchita da profili come quello di Konate (45 milioni di euro), Aouar (45 mln), Upamecano (30 mln) o Guendouzi (30 mln) e Dembélé (27 mln), la Germania, a 314 milioni, con Tah (40 mln), Eggestein (30 mln), Klostermann (30 mln) e Maier (27 mln) a impreziosire il collettivo di Kuntz e l’Inghilterra con Maddison (30 mln), Gray (20 mln), Abraham (15 mln), Foden (25 mln) e Sessegnon (35 mln) a far lievitare il value dei Tre Leoni fino a 260 milioni di euro.

Le altre: la Serbia è Jovic, la Danimarca Andersen. Romania e Polonia a chiudere

Nella parte centrale e inferiore del seeding una serie di formazioni che possono esibire meno prime donne ma una organizzazione di gioco che dovrebbe fare della compattezza la loro arma in più. Non stiamo di certo affermando che fra Croazia, Austria, Serbia o Belgio non ci siano stelline da seguire ma che la loro presenza è meno abbondante rispetto alle prime cinque.

Per questo, e non solo, favoritissime. Eppure, in sesta posizione, c’è una Serbia che potrebbe giocare un ruolo importante nel Gruppo B con Germania, Danimarca e Austria. Con Jovic (60 mln) neo-acquisto del Real Madrid, Milenkovic (30 mln) della Fiorentina e Zivkovic (10 mln) del Benfica che valgono, in tre, 100 dei 137,2 milioni di euro totali.

Appena sopra i 100, invece, i 105 milioni della Danimarca con i giovani Andersen (25 mln) della Samp, Bruun Larsen (15 mln) del Borussia Dortmund e Robert Skov (13 mln) del Copenaghen, peraltro cercato da mezza Europa, come alfieri della squadra di Niels Frederiksen. Sotto quota 100, il Belgio (92.1 milioni), che comunque può dire la sua con la punta Lukebakio (18 mln) del Fortuna Dusseldorf, Verschaeren (15 mln) dell’Anderlecht e Siebe Schrijvers (7.5 mln) del Brugge, Croazia e Austria, rispettivamente a 758 e 68 milioni di euro e, in coda, le ‘cenerentole’ Romania e Polonia che, chiudono, con 51.15, 37.38 e due campioncini che giocano in Italia, come Radu (15 mln) e Kownacki (9 mln), come loro migliori elementi.