La promozione in Serie A sfumata dopo i grandi proclami di inizio stagione dove non si sono nascosti i piani ambiziosi della società. Il fallimento nei playoff nella cocente sconfitta casalinga nello spareggio della semifinale di ritorno contro il Cittadella, ha fatto il resto. Non è stata proprio l’annata che si aspettava il Benevento pronto a ritornare nella massima seria dopo il clamoroso tonfo dello scorso anno. Una squadra costruita molto bene, con nomi importanti ma che non è riuscita ad accontentare il vulcanico presidente Vigorito.

E allora ecco però arrivare quella minima soddisfazione con la convocazione per gli Europei Under 21 del portiere Lorenzo Montipò. L’estremo difensore giallorosso che, arrivato la scorsa estate dal Novara, è riuscito lentamente a prendersi il posto tra i pali in una porta occupata in queste due stagioni, da Belec e Puggioni. Un attestato di stima importante nonostante nelle gerarchie di Di Biagio il portiere sia la terza scelta dopo Meret e Audero. Vediamo chi è.

Chi è davvero Montipò

La storia di Lorenzo Montipò è quello di qualsiasi ragazzo della sua età che cerca a tutti i costi di entrare subito nel circuito del calcio professionistico. Ma in questo caso per il portiere non è stato tutto così facile. Nato a Novara il 20 febbraio del 1996, l’estremo difensore piemontese gioca praticamente sempre tra le fila della squadra della sua città. Un percorso altalenante che stenta a decollare.

Prima le ottime prove in Primavera che gli consentono di mettere nel suo bagaglio professionale le prime panchine in prima squadra e poi i prestiti in giro per l’Italia che l’hanno fatto crescere sotto tutti i punti di vista, soprattutto caratteriali. Solo in questo modo Montipò ha potuto capire al meglio cosa significhi guidare una difesa ed essere leader della propria squadra. Doti tecniche eccellenti e sicurezza non da tutti per un ragazzo della sua età.

La scheda di Lorenzo Montipò (fonte Transfermarkt)
in foto: La scheda di Lorenzo Montipò (fonte Transfermarkt)

L’esordio a Novara nel 2013 e il playout retrocessione

La prima presenza in assoluto di Montipò nel calcio professionistico avviene nella stagione 2012/2013 quando viene schierato in campo per giocare dal primo minuto contro il Lanciano. Era il 18 maggio e Montipò si è subito mostrato pronto, senza paura, davanti al proprio pubblico. Una partita terminata con il punteggio di 1-1 e che ha rinviato tutti i discorsi promozione dei piemontesi agli spareggi playoff poi persi. La stagione successiva però non è andata proprio come la società si aspettava.

Montipò, sempre in rosa a Novara, mette insieme due presenze dal primo minuto: contro Latina e Trapani, rispettivamente il 12 e 17 aprile, prima dell’epilogo finale. In una stagione storta, il Novara è costretto a giocarsi la permanenza in B contro il Varese e Montipò giocherà quella gara di ritorno (andata 2-0 per il Varese) finita per 2-2 che decreto la retrocessione dei piemontesi in C.

L’inizio di un nuovo percorso tra Siena, Carpi e…Novara

Rimasto al Novara nel primo anno di C, è stato nella stagione 2015/2016 che Montipò ha potuto realmente toccare con mano cosa significhi giocare in una squadra e giocarsi partita dopo partita tutte le chance mostrando le proprie qualità. Fu infatti girato in prestito al Siena che giovava nel girone B dell’allora Lega Pro. Ben 35 presenze di 14 senza subire gol. Un numero importante per poter pensare di fare il salto di qualità.

La carriera di Montipò (Transfermarkt)
in foto: La carriera di Montipò (Transfermarkt)

La stagione successiva infatti pensava di poter dire la sua nell’ambizioso Carpi di Castori ma non ha mia giocato un minuto in B chiuso da Belec (a gennaio fece ritorno al Novara). E allora meglio ritornare a casa e scegliere di nuovo Novara, per ripartire. Lo scorso anno ha giocato 40 gare totali tra Coppa Italia e Serie B e nonostante la retrocessione in C, si fece apprezzare per le sue caratteristiche e la sua determinazione che gli sono valsi il passaggio all’ambizioso Benevento.

Al Benevento una super stagione

Arrivato l’estate scorsa con la formula del prestito con obbligo di riscatto, Montipò giocherà le prime 11 gare in panchina guardando le parate del ben più esperto Puggioni. Numero 12 fino al 3 novembre del 2018, la svolta arrivò proprio a Carpi, quel club che tanto l’aveva sottovalutato non facendolo giocare e contro cui adesso poteva riscattarsi. Bucchi l’ha fatto debuttare in quella gara il 10 novembre scorso, risultato finale 2-2.

Ma fu l’inizio della formidabile stagione del portierino classe 1996, che si è fatto trovare subito pronto. Ha messo insieme un numero pari a 26 presenze e la soddisfazione di essersi fatto notare subito dagli addetti ai lavori e dal tecnico giallorosso che ha puntato su di lui per riportare il Benevento in Serie A.

L’Europeo in Italia da terza scelta

Oggi Montipò ha solo un pensiero: l’Europeo Under21, quello che la nostra Nazionale giocherà in Italia e a San Marino. Una manifestazione importante che vale tantissimo per Lorenzo che ha visto il suo nome figurare tra i componenti di una delle squadre di categoria azzurre più forti degli ultimi anni.

Il valore di mercato di Montipò (Transfermarkt)
in foto: Il valore di mercato di Montipò (Transfermarkt)

Curiosità: è il giocatore con il più basso valore di mercato della rosa, 1 milione di euro, ma nonostante ciò, Montipò non vuole essere da meno ai suoi compagni. A livello di gerarchie, sarà il terzo portiere alle spalle di Meret e Audero che rispettivamente, con Napoli e Sampdoria, hanno giocato una stagione in Serie A davvero spettacolare. Stimoli, crescita ed esperienze, che faranno sicuramente bene a Montipò, pronto a far vedere tutte le sue qualità.