Donnarumma guida la carica dei migliori Under20 d’Europa

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A 16 anni, Donnarumma è il solo in Europa a giocare da titolare in un grande club. Ma ci sono altri talenti giovanissimi pronti a farsi strada, da Coman a Sadiq, da Odegaard a Tielemans, Embolo e Hagi Jr.

Per vincere è necessario avere giocatori pronti, formati, esperti. Fenomeni sì ma con alle spalle qualcosa di solido e consolidato. I giovani per quanto promettenti e forti devono prima farsi le ossa e la gavetta. Almeno questa è una delle regole non scritte che governa il mondo del calcio e la storia lo conferma, con diverse eccezioni. I club che si impongono sono quelli che trovano un giusto mix tra gioventù promettente e campioni affermati, propendendo più per i secondi che per i primi. Ma a volte, davanti a certi talenti in erba è difficile rimanere a guardare senza intervenire sul mercato e proporre un'offerta. Rischiosa e difficile, ma che ha in sè anche il ‘fascino' del colpo che può cambiare il presente e il futuro.

L'esempio di Pogba – In Italia, l'ultimo significativo esempio è quello di Paul Pogba, giovanotto francese finito a Manchester dove non è stato né valorizzato né apprezzato e troppo precocemente salutato. Per la gioia della Juventus. Oggi, il ‘Polpo', che di anni ne ha 22, ma che venne prelevato dai Red Devils dal Le Havre a 16 anni e poi fatto partire alla volta di Torino a 19, vale quanto i migliori e più affermati fenomeni europei. Si parla dei vari Neymar, Ibrahimovic, Messi e Ronaldo, un valore a tre zeri per un giocatore che sa e può solamente migliorare ancora.

Donnarumma il top – E' per questo che i talent-scout nel mondo del calcio sono ancora una risorsa fondamentale per chi vuole cercare di programmare e pianificare a medio e lungo termine. Di giovani promettenti ce ne sono e molti, sui quali potersi affidare. Tra questi il nostro Gianluigi Donnarumma che con Buffon, oltre a condividere il nome, condivide anche capacità tra i pali che lo possono tranquillamente proiettare ad essere il miglior numero uno italiano da qui ai prossimi 15 anni. Donnarumma a soli 16 primavere alle spalle è oramai un titolare nel Milan di Mihajlovic. Nessuno in Europa, a quell'età gioca con continuità come il giovane portiere rossonero, precoce e di qualità. Solo in altri ruoli, e con un paio di anni comunque in più sulle spalle, ci sono altri campioncini da seguire.

Sadiq e Coman – Restando in Italia, la più piacevole ultima realtà arriva dalla Roma dove con Garcia ha debuttato in Serie A il diciottenne Umar Sadiq con ottimi risultati. Un attaccante già formato, veloce, con il vizietto del gol che orbita tra Primavera e Prima squadra con ottime prospettive. Poi c'è Kingsley Coman che la Juventus ha appena ceduto al Bayern Monaco per la fortuna dei bavaresi. Diciannove anni, attaccante esterno capace di fornire gol e assist alla propria squadra. Nel Bayern di Guardiola non ha un posto fisso in squadra ma ogni volta che il tecnico lo mette in  campo, viene adeguatamente ripagato sia in Bundesliga che in Champions.

Diciannovenni in rampa di lancio – Stessa età per Alen Halilovic oramai inserito nel prossimo futuro del Barcellona. Brevilineo con il suo fisico minuto e scattante è un trequartista che arriverà in Catalogna dopo l'attuale stagione a formarsi al Gijon. Suo coetaneo dalle grandi doti è Ruben Loftus-Cheek, che gioca attualmente nel Chelsea di Hiddink e che ha tutte le carte per diventare un nuovo pilastro anche della nazionale inglese. Di origini nigeriane è invece Kelech Iheanacho, altro diciannovenne che gioca in Premier, nelle fila del Manchester City dove Pellegrini lo sta valorizzando facendolo entrare nei minuti finali del match.

Diciotto anni e non sentirli – Scendendo d'età ci sono anche altri terribili diciottenni. Il giovane belga Youri Tielemans centrocampista centrale già quasi fatto e finito e pronto per la propria nazionale, o il giovane camerunense Embolo. Breel-Donald ha solo 18 anni ma è già potente, tecnico, eccellente finalizzatore in forza agli svizzeri del Basilea ma che è già un oggetto di mercato ricercato dai migliori team d'Europa.

Minorenni alla riscossa – Infine, i minorenni che possono scrivere pagine importanti per il futuro del calcio internazionale, come Martin Odegaard e Ianis Hagi. Il primo, che è stato acquistato dal Real Madrid e aveva fino a qualche settimana fa Zinedine Zidane come allenatore nel Castilla ha battuto tanti record di precocità nella Casa Blanca e in nazionale norvegese. Il secondo, figlio d'arte, sta ripercorrendo nei modi e nelle caratteristiche le orme di papà Ghorghe, straordinario trequartista e dal piede fatato su punizione. La Fiorentina l'ha preso e lo ha mandato in prestito in Romania, a farsi le ossa, in attesa di avere un giocatore che possa fare la differenza.

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