"C'è un istante che rimane lì piantato eternamente. Per sempre". Mai come in questa giornata di tristezza assoluta, le parole di una delle tante canzoni di Luciano Ligabue riassumono alla perfezione il sentimento e la commozione di tutti i tifosi italiani. Il "Liga" era il cantante preferito di Davide Astori, ma anche quello di molti altri suoi compagni, colleghi e amici che questa mattina hanno bagnato con le lacrime la piazza e la basilica di Santa Croce. Il ricordo dello sfortunato capitano della Fiorentina, rimarrà infatti per sempre in tutti noi e in coloro che stamane gli hanno dato l'ultimo saluto.

La commozione di Buffon

Ad accompagnare Davide verso l'ultimo viaggio è arrivato tutto lo stato maggiore del calcio. Dopo l'ingresso nella basilica dei fratelli Della Valle e del presidente della Fiorentina Cognini, hanno varcato il portone anche molti amici di Davide che hanno condiviso insieme a lui diversi momenti importanti della sua carriera. C'era la delegazione della Juventus, con Massimiliano Allegri, Giorgio Chiellini, Andrea Barzagli, Federico Bernardeschi e il capitano, Gianluigi Buffon: visibilmente commosso e applauditissimo dalla piazza di tifosi. Ma anche l'Inter capitanata da Javier Zanetti, Luciano Spalletti e dall'ex compagno Borja Valero, il Milan con Franco Baresi e addirittura con Marco van Basten: giunto a Firenze anche per portare il cordoglio della Fifa.

Presente lo stato maggiore dello sport e del calcio italiano

La Roma era presente con Totti, Nainggolan, Conti, El Shaarawy, Pellegrini, Florenzi e un distrutto Daniele De Rossi, il Napoli con Edo De Laurentiis, Giuntoli e Christian Maggio e il Venezia con Filippo Inzaghi. Da Genova è infine arrivato anche Giampiero Ventura. Oltre ai tanti club che hanno partecipato al dolore della Fiorentina e di tutti i tifosi viola, anche lo stato maggiore del calcio e dello sport italiano: il ministro dello Sport Luca Lotti, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il commissario della Figc Roberto Fabbricini e il vice commissario Alessandro Costacurta. Tra le autorità, il sindaco di Firenze Dario Nardella, Stefania Saccardi, l'assessore regionale allo Sport e l'ex sindaco e segretario dimissionario del Pd (grande tifoso viola) Matteo Renzi.

Le parole del fratello Marco

Il silenzio assordante ha fatto da cornice al funerale fino all'uscita del feretro. I momenti più toccanti dopo l'omelia del cardinale Betori, sono stati quando prima Marco Astori (il fratello di Davide) e poi Milan Badelj hanno preso la parola: "Grazie a tutti di essere venuti. In questi giorni ci avete dimostrato quanto volevate bene al mio Davide – ha dichiarato uno dei due fratelli maggiori di Astori, nel suo breve intervento interrotto dalle lacrime – Non ci sono tante parole. Dicevo sempre a lui che quando faceva le interviste diceva sempre le stesse cose e faccio la stessa cosa anche io. Un abbraccio ai miei, ai miei genitori, a Francesca e a Vittoria".

Il ricordo commosso del compagno Badelj

Straziante anche il ricordo del compagno di squadra, Milan Badelj, arrivato in chiesa con Saponara e tutta la squadra di Stefano Pioli: "Vorrei raccontare un aneddoto che ti riguarda Davide. Al mattino quando arrivavi nella stanza della fisioterapia eri tu che accendevi la luce: tu sei questo per tutti noi, luce. Caro Davide prendo io la parola a nome di tutta la famiglia viola e della squadra. Il tuo nome significa in ebraico amato, diletto. Tu sei semplice, diretto, pragmatico, con il tuo sguardo diretto entri dentro le persone, tu sei quello che pur non sapendo bene le lingue, hai sempre parlato con il cuore e tenuto uniti tutti noi".

"Tu bacchetti noi vecchi e difendi sempre i giovani. Tuo padre e tua madre devono sapere che non hanno sbagliato una virgola con te, sei il fratello e il figlio che chiunque vorrebbe avere. Avere te al fianco ti fa sentire al sicuro perche' c'e' Davide, ci sei tu. Come possiamo dimenticare le tue risate e le tue parole. Tu sei il calcio, quello puro dei bambini. Il nostro pensiero va ai tuoi genitori, ai tuoi fratelli, alla tua compagna Francesca, a tua figlia Vittoria a cui piace l'uva come te. Lei crescera' sapendo da tutto noi chi era suo padre".

Il coro della folla e il lutto cittadino

All'uscita della salma di Astori, che è stata portata a San Pellegrino Terme (suo paese natale, in provincia di Bergamo) per un ultimo saluto e per la sepoltura, i quasi diecimila tifosi che erano giunti a Santa Croce hanno salutato Davide con una sciarpata, cantando l'inno della Fiorentina e con il classico coro che ogni domenica partiva dalla Curva Fiesole: "Un capitano, c'è solo un capitano". Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha dichiarato il lutto cittadino e nell'ordinanza emanata, è stata stabilita anche l'esposizione delle bandiere a mezz'asta negli edifici pubblici della città. Poco dopo la fine del funerale, alle ore 13 (il numero che Astori portava sulla maglia), nei luoghi di lavoro e nelle scuole è stato osservato un minuto di silenzio e di raccoglimento alle 13. Gli esercizi commerciali hanno invece abbassato le saracinesche per 10 minuti dalle 13 alle 13.10.