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La morte del calciatore Davide Astori
12 Marzo 2019
16:06

Morte di Davide Astori, indagini chiuse: chi sono i 2 medici indagati per omicidio colposo

Indagati per omicidio colposo. E’ l’ipotesi di reato che la Procura di Firenze ha prefigurato nei confronti di due medici coinvolti nell’inchiesta aperta dopo la morte dell’ex capitano della Fiorentina, Davide Astori. Gli inquirenti hanno chiuso le indagini relative alle posizioni di Francesco Stagno (direttore sanitario dell’Istituto di medicina dello sport di Cagliari) e Giorgio Galanti (direttore sanitario del Centro di riferimento di medicina dello sport dell’Aouc di Firenze Careggi). Sono loro secondo i magistrati ad aver violato “protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico” e adesso rischiano il rinvio a giudizio.
A cura di Maurizio De Santis
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La morte del calciatore Davide Astori

Indagati per omicidio colposo. E' il reato che la Procura di Firenze ha prefigurato nei confronti di due medici coinvolti nell'inchiesta aperta dopo la morte dell'ex capitano della Fiorentina, Davide Astori. A un anno dal decesso del calciatore, allora 31enne, trovato cadavere nella stanza d'albergo dove alloggiava in ritiro la Viola, gli inquirenti hanno chiuso le indagini relative alle posizioni di Francesco Stagno (direttore sanitario dell’Istituto di medicina dello sport di Cagliari) e Giorgio Galanti (direttore sanitario del Centro di riferimento di medicina dello sport dell’Aouc di Firenze Careggi).

Violati i protocolli per il giudizio sull'idoneità allo sport agonistico

Sono loro secondo i magistrati ad aver certificato l’idoneità all’attività agonistica negli anni compresi tra il 2014 e il 2017 nonostante accertamenti clinici avessero evidenziato extrasistoli ventricolari emerse (e non segnalate a referto) nel corso delle prove da sforzo a cui era stato sottoposto il giocatore. Sono loro ad aver violato "protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico" e adesso rischiano il rinvio a giudizio.

La tesi degli inquirenti

Nel dossier sulla ricostruzione della tragedia, in base alle diverse perizie specialistiche effettuate e passate al vaglio, la morte improvvisa del calciatore, trovato senza vita nell'immediata vigilia della gara di campionato contro l'Udinese, sarebbe stata provocata da una "cardiomiopatia aritmogena diventricolare", un malore improvviso rivelatosi fatale.

La morte di Astori poteva essere evitata?

Sì, in base a quanto si è appreso. Secondo la versione della Procura, infatti, se la patologia fosse stata diagnosticata allo stadio iniziale la vita di Astori poteva essere salvata ma il giocatore avrebbe dovuto interrompere l’attività agonistica di Astori sottoponendosi a cure farmacologiche specifiche e tali da prevenire l’insorgenza di "aritmie ventricolari maligne". Per questa ragione sia il dottor Stagno e sia il dottor Galanti sono anche accusati di non aver indirizzato Astori verso ulteriori e più approfonditi accertamenti diagnostici sull’origine e sulla cause di quel disturbo dell'attività cardiaca.

Cosa viene contestato ai due medici dalla Procura

Al dottor Stagno gli inquirenti obiettano di aver rilasciato ad Astori nel luglio 2014 un certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica nonostante le due extrasistoli ventricolari isolate, non indicate nel referto. Al dottor Galanti viene contestato il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio agonistico nel luglio 2016 e nel luglio 2017 nonostante aritmie cardiache.

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